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Una vita a matita

(16 Marzo 2017)

Il 16 marzo, alle ore 21:00, al Real Teatro Santa Cecilia, andrà in scena "Una vita a matita", che andrà ad inaugurare la VII edizione del Minimo Teatro Festival  #corpopropriopolitico.

"Una vita a Matita" di Quinzio Quiescenti e Lorenzo Covello ha vinto la scorsa edizione del Minimo Teatro Festival. Lo spettacolo presentato al Festival come uno studio di venti minuti ha poi debuttato nella sua versione integrale durante la rassegna Presente e Futuro del Teatro Libero di Palermo.

Dopo il grande successo della anteprima con Eoika, Una vita a Matita apre il Minimo Teatro Festival 7, la rassegna nazionale di corti teatrali e di danza realizzata dal Piccolo Teatro Patafisico in collaborazione con la compagnia M’arte, l’associazione Diaria e il Teatro Libero di Palermo. Filo conduttore di questa settima edizione è il corpo, inteso come forma di identità e possibilità di autodeterminazione #corpopropriopolitico.

Il Festival annuale patrocinato dal Comune di Palermo, si svolgerà al Piccolo Teatro Patafisico il 17 e il 18, vedrà l'apertura giorno 16 marzo al Real Teatro San Cecilia con "Una vita a matita" alle 21. Lo spettacolo vede in scena il duo formato da Quinzio Quiescenti e Lorenzo Covello, artisti multidisciplinari con formazione di circo/teatro.

La giuria della scorsa edizione è composta da Claudia Cannella, direttrice responsabile della rivista teatrale Hystrio dal 1998. Giuseppe Cutino, attore e regista, direttore artistico della rassegna di Teatro Contemporaneo “Quinte(S)senza” e della compagnia M’Arte; Roberto Giambrone, giornalista professionista (collabora con il Teatro Biondo, la Repubblica Palermo e Danza e Danza); Luca Mazzone, regista e direttore artistico del Teatro Libero di Palermo; Sabrina Petix, drammaturga e attrice e fondatrice della compagnia M’Arte; Rossella Pizzuto e Laura Scavuzzo, della direzione artistica del Piccolo Teatro Patafisico.

Le motivazioni della giuria furono le seguenti: "Dopo attenta valutazione, la giuria all'unanimità decide di assegnare il premio del Minimo Teatro Festival sesta edizione a: "Una vita a matita". Per aver saputo coniugare elementi di comicità surreale attingendo tanto dal teatro e dal circo contemporaneo quanto dalle comiche del cinema muto. Intelligente e bizzarro è lo spunto di partenza, che dall'idea del compleanno riesce a raccontare le aspettative personali delle varie fasi della vita".

"Siamo arrivati a pensare a questo corto spinti dalla voglia e dalla curiosità di creare qualcosa insieme. - dicono i due autori del corto vincitore  - Riflettendo su cosa e come avremmo potuto raccontarlo abbiamo scelto il compleanno come contenitore di quella poesia agrodolce che avremmo voluto portare in scena e la comicità surreale gli ha poi dato la forma di studio scientifico. Vincere la sesta edizione del Minimo Teatro Festival ci ha suscitato un misto di gioia, paura e voglia di iniziare a scrivere a penna mantenendo lo spirito e la leggerezza di quando si scrive a matita".

Ogni anno nel mondo vengono festeggiati all incirca 7 miliardi di compleanni e 21 milioni di non compleanni, tra cui il più celebre quello del Cappellaio Matto. In seguito a studi di diversi istituti internazionali di ricerca, tra cui l' OMS, sono venuti alla luce dati preoccupanti relativi ai consumi e agli incidenti dovuti alle feste di compleanno."

Un laboratorio improbabile, due tute bianchissime, come oggetto di studio il compleanno. Due ricercatori sulla base di dati scientifici e statistici, sono alle prese con la sperimentazione delle giuste formule e tecniche per evitare catastrofi e sprechi durante i festeggiamenti .

Pop corn e trombette, oggetti stereotipi di una ritualità fatta di forma e non di sostanza, sono gli strumenti di questi bizzarri ricercatori che danno così il via ad una serie di esperimenti tra l’assurdo e il reale, raccontati con acrobazie parole e piccoli gesti. Le candeline accese, che di anno in anno vediamo aumentare sulle nostre torte, raccontano i desideri e la vita che scorre tra ambizioni, sogni, perdite e aspirazioni.

Un' indagine sulla natura umana ed i suoi aspetti agrodolci, che si compongono di gioia e malessere, felicità e nera tristezza. In questo mescolarsi di surrealtà, rigore scientifico e corpo prende così forma “una vita a matita” che attraverso uno slittamento di significato, mette in luce lo svuotamento del rito e il contrasto tra la festa e la tempesta che si incontrano ogni anno in questo giorno speciale.

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