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Strana carne

(dal 13 Aprile 2017 al 22 Maggio 2017)

Giovedì 13 aprile alle ore 17:30 avrà luogo, a palazzo Ziino di via Dante, l'inaugurazione della mostra personale di Claudia Uzzo " Stranacarne ".

Saranno esposti oltre 50 collage che l'artista palermitana ha realizzato tra il 2004 e il 2016 con tecnica mista ( pittura, segno grafico, uso di materiali vari come carta e cartone ecc. ). Il nome di Claudia Uzzo è molto noto al pubblico dei cinefili che seguono il lavoro di Ciprì e Maresco. Claudia, infatti, per una ventina di anni è stata la principale collaboratrice dei registi Ciprì e Maresco, avendo collaborato, prima come aiuto regista, e poi sceneggiatrice e montatrice, a film come " Il ritorno di Cagliostro " ( 2003 ), " Come inguaiammo il cinema italiano " e successivamente ai programmi televisivi " I migliori nani della nostra vita " ( 2006 ) e " Ai confini della pietà " ( 2007 ), entrambi prodotti da La7. Con il solo Franco Maresco ha scritto la sceneggiatura di " Io sono Tony Scott " ( 2010 ), " Belluscone " ( 2014, vincitore del premio Controcorrente al festival di Venezia e, nel 2015, del David di Donatello per il miglior documentario ), " Gli uomini di questa città io non li conosco " ( 2015 ). Per il teatro ha curato, sempre insieme a Maresco, la drammaturgia di " Lucio " ( 2014 ) e di " Tre di Coppie " ( 2016 ), entrambi adattati da testi di Franco Scaldati e prodotti dal teatro Biondo di Palermo. Ma parallelamente a questa intensa attività nel mondo del cinema, del teatro e della televisione, Claudia Uzzo ha sempre continuato a coltivare la sua passione per le arti figurative, alle quali ha cominciato a dedicarsi negli anni Ottanta quando ancora frequentava l'Accademia di Belle Arti di Palermo. Le opere che sono riunite in questa prima mostra personale rappresentano un viaggio visionario, inquietante, a volte doloroso ma più spesso pieno di vitale ironia, in una parte dell'universo femminile, quello del sogno, della dimensione onirica, dove qualunque tentativo di lettura femminista, o comunque in chiave politica, rimane tutt'al più molto sullo sfondo, filtrato da un gusto per il grottesco, per la parodia, forse ereditato dall'esperienza fatta con Ciprì e Martesco. Come dice la regista Roberta Torre nella prefazione del catalogo, quello di Claudia Uzzo " è un post femminismo  che incontra Bosh e il cyberpunk per consegnarci immagini di un femminile sempre mutante, lacerato e oscuro, dove Blade Runner dialoga con Rossella O'Hara ":In queste opere Claudia Uzzo dichiara in maniera più che esplicita la sua grande ammirazione per le avanguardie storiche novecentesche, sotto la cui influenza si è formata, ritenendo anche che le tematiche da esse affrontate non hanno esaurito del tutto la loro ragione di essere, sul piano estetico ma soprattutto etico e politico, in questi quasi due decenni del Ventunesimo secolo. Nei collage dell'artista palermitana, infatti, ritornano i temi dell'alienazione umana, della mercificazione dei corpi, della crisi d'identità ( qui declinata più spesso al femminile ) che furono tipici delle avanguardie, che però Claudia Uzzo riprende con la consapevolezza che siamo nel mondo dominato da una scienza ormai potenzialmente " onnipotente ", dove la potenza tecnologica apre scenari inquietanti, angoscianti, in cui la percezione del nostro corpo, la sessualità e l'erotismo diventano " altro ", " mutano ", determinando in tanti artisti contemporanei una visione " del commiato " che affonda le radici nel pensiero e nell'arte novecentesca. Per provare a leggere, anzi a rappresentare, questo mondo così frammentato, Claudia Uzzo fa un uso consapevole ed efficace dell'antica tecnica del collage, trovando addirittura affinità e ispirazione in altre arti, come per esempio la poesia. E' Franco Maresco, in una intervista contenuta nel catalogo prima citato, che mette in evidenza l'influenza del grande poeta e drammaturgo Franco Scaldati sull'opera di Uzzo. "  Mi pare che vedendo i suoi collage - dice Maresco - si ritrovano echi del mondo lunare, notturno di Franco Scaldati, dei sogni fantastici del povero, deforme lucio, il poeta cieco e infelice innamorato di Illuminata " . Un'influenza riconosciuta dalla stessa Uzzo che con Scaldati ha lavorato negli anni e a " Lucio " ha dedicato un bellissimo collage esposto in questa mostra. Infine, è la stessa Claudia Uzzo che in un passaggio dell'intervista rilasciata a Falvio Baglivi, sempre contenuta nel catalogo della mostra, che fa il punto della situazione rispetto al suo rapporto con il cinema e le arti figurative: "Ho iniziato a fare collage perché mi mancava il rapporto con la materia, con la carta, con la creatività manuale in generale. Il cinema richiede un lavoro più complesso, con dei tempi lunghi e complicati e io avevo bisogno di immediatezza. La tecnica del collage mi ha consentito di unire una creatività più fisica insieme a uno sguardo diverso sulla realtà".

La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 22 maggio.

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