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#cittālaboratorio

(14 Dicembre 2017)

Al Nuovo Montevergini, sotto l’egida dell’Assessorato alla Cultura del Comune e del Teatro Biondo, il progetto #cittālaboratorio – Teatro e idee in movimento".

Partendo simbolicamente dalla forte identitā culturale generata da autori che hanno raccontato Palermo, #cittālaboratorio intende valorizzare il patrimonio di scritture e, al contempo, tracciare una mappa della nuova creativitā, coinvolgendo e sostenendo concretamente le energie artistiche, le commistioni culturali e stilistiche, i giovani artisti. In occasione di Palermo Capitale dei Giovani 2017 e in vista di Palermo Capitale della Cultura 2018, #cittālaboratorio avvia un laboratorio creativo, uno spazio aperto di discussione e di produzione.

Il progetto č partito nei giorni scorsi con il laboratorio di teatro sensoriale La poetica dello spazio, lo stupore, il rischio e la trasformazione condotto da Gabriel Hernández e Pancho García, membri fondatori del Teatro de los Sentidos, al quale hanno preso parte venti giovani performer (under 35) e che si č concluso con una presentazione al pubblico emozionante e partecipata.

Il 14 dicembre #cittālaboratorio entrerā nel vivo affrontando il tema “La poetica della cittā attraverso lo spazio teatrale”, con la messa in scena di Ai quattro punti del mondo, muovono arcangeli il vento ed i colori (in scena fino al 16 dicembre), drammaturgia in quattro quadri dedicata all’opera di Vincenzo Consolo. Un progetto teatrale di Alfio Scuderi con Filippo Luna, Stefania Blandeburgo, Gaia Insenga, Chiara Muscato, con la danzatrice Giovanna Velardi e le musiche eseguite dal vivo da Gianni Gebbia e Dario Sulis; le scene e le installazioni video sono di Enzo Venezia.

Ai quattro punti del mondo… č un percorso drammaturgico disegnato proprio negli spazi del Nuovo Montevergini, una creazione originale e inedita dedicata all’opera di Consolo, le cui parole risuoneranno nei diversi ambienti evocando una cittā che l’autore siciliano spesso ha raccontato. Un racconto duro, emotivo, che traccia la storia drammatica di una cittā lacerata dalla guerra di mafia, divisa dalle sue stesse contraddizioni, travolta dalla politica degli anni neri. Tuttavia le parole di Consolo, adattate nel percorso drammaturgico dal regista, ci guidano verso una fisiologica reazione, l’ideale catarsi di una cittā che si rialza e reagisce.

 

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