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Gian Burrasca

(13 Gennaio 2018)

Il lavoro, tratto da “Il giornalino di Gian Burrasca” di Vamba, è stato appositamente pensato per evidenziare l’importanza dei vari tipi di rapporti che si istaurano tra adolescenti e il mondo degli adulti, che spesso è sordo alle problematiche giovanili.

Il lavoro rappresenta un duro attacco a una pedagogia repressiva e autoritaria basata su una voluta incomunicabilità famigliare, regolata sui rigidi parametri di rispetto e decoro dell’allora borghesia che non ammetteva comportamenti non omologati, dove manca totalmente il rispetto per l’infanzia e per i suoi diritti e dove è subito chiaro che linguaggio degli adulti e linguaggio dei più piccoli appartengono a mondi differenti dove sicuramente quello meno sincero è proprio quello dei genitori.

Giannino non è un monello, ma semplicemente un individuo che non fa niente per adattarsi alla vita che lo circonda, che si rifiuta di accettare un mondo in cui non ha chiesto di vivere, che si comporta come se lui quasi non esistesse e non fa niente per capire le sue normali esigenze. Ma sia chiaro, agli occhi di un bimbo Gian Burrasca ha il fascino dell’indipendenza, della marachella organizzata, della creatività, della burla che fa ridere.

Giannino Stoppani (detto Gian Burrasca) è Salvo Lupo. Il Signor Stoppani e il Signor Stanislao sono interpretati da Rinaldo Clementi, la Signora Stoppani e la Signora Gertrude sono Silvana Di Salvo. Fabiola Arculeo è Virginia Stoppani e Gigino Balestra; Marzia Coniglio è Luisa Stoppani (Sesella) e Carlo Pezzi; Giada Baiamonte è Zia Bettina / Marchesa Sterzi e la cuoca; Salvo Lorenzini interpreta il Signor Capitani/ Marri/Venanzio e lo sguattero; Alessio Barone è l’ Avvocato Maralli e Mario Michelozzi; Alessandro Pennacchio è il Dottor Collalto e Tito Barozzo. Le parole delle canzoni e le musiche originali sono di Marsilio Muscato. I Costumi Gemma Lo Bianco. I movimenti scenici sono curati da Daniele Savarino. La regia è di Rinaldo Clementi. La Direzione artistica Silvana Di Salvo.

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