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Cappuccetto rosso e il lupo birichino

(13 Marzo 2018)

Il 13 marzo, alle ore 15:30, al Polo Ospedaliero Pediatrico “G. Di Cristina, andrà in scena "Cappuccetto rosso e il lupo birichino".

Arriva il teatro dei burattini per portare sorrisi in un luogo di sofferenza Quattro spettacoli della compagnia "Teatro degli spiriti" al Polo Ospedaliero Pediatrico "G. Di Cristina"

Portare sorrisi e attimi di gioia in un luogo di preoccupazione e sofferenza. La Compagnia "Teatro degli Spiriti" con i suoi spettacoli e i suoi burattini, pensati e costruiti a mano uno per uno, porta così il teatro dentro il Polo Ospedaliero Pediatrico di Palermo per permettere ai bambini di svagarsi e di dimenticare, per un po', la loro malattia e ai genitori di rilassarsi e di distrarsi. un momento creativo e ri-creativo, condivisione tra i piccoli pazienti, i loro familiari e tutto il personale ospedaliero.

È questo l'obiettivo del progetto giunto quest'anno alla seconda edizione: "Burattini in Ospedale", che prevede un ciclo di quattro incontri organizzati all'interno del Polo Ospedaliero Pediatrico "Giovanni Di Cristina" con il patrocinio del Comune di Palermo. Il teatro di figura, e nello specifico il teatro di burattini, è la primaria e istintiva forma di teatro. Il teatro è racconto. 

I bambini ricoverati nei presidi ospedalieri non hanno la possibilità di accedere alla città e alle sue attività: proprio da questa riflessione nasce questo progetto, che si configura come un momento di incontro, creativo e ri-creativo tra i piccoli degenti - e i loro familiari - che per diversi motivi sono ricoverati nelle strutture ospedaliere.

Il Polo Pediatrico “Giovanni Di Cristina” è un punto di riferimento per tutta la regione anche per malattie a media e a lunga degenza.

I piccoli degenti si trovano in una momentanea condizione di non accesso alla città: con il naso puntato al vetro la osservano in silenzio, e se i piccoli degenti dell'ospedale non possono entrare nella città, la città potrebbe entrare in mezzo a loro.

L’iniziativa dunque rappresenta un'opportunità, un modo per scardinare e ridurre la distanza tra i bambini ricoverati e il resto del mondo circostante e permette ai piccoli degenti di sentirsi meno emarginati e partecipi della vita sociale cittadina. 

"Vivere un percorso di ospedalizzazione è un aspetto quasi del tutto imprescindibile per l'essere umano che è costretto a scoprire la sua fallibilità, la sua fragilità e deve fare i conti con il proprio corpo ammalato - spiega Vito Bartucca della compagnia Teatro degli Spiriti - Portare il teatro in ospedale vuol dire regalare un momento di evasione dalle lente e interminabili ore tra un pasto e una terapia, interrotte da un corto circuito, un momento di festa, un momento di creazione in cui i ruoli rigidi vengono disinnescati. Lo spettacolo per attore e burattini diventa momento di socializzazione, di unità e di uguaglianza. Perché che cos'è il teatro se non la vita che scorre? Anche dentro ad un ospedale pediatrico".

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