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Journal Intime

(dal 27 Settembre 2019 al 06 Ottobre 2019)

Dal 27 settembre al 06 ottobre 2019, presso il Teatro Garibaldi, si terrà il progetto di Chiara Capitani "Journal Intime" con la partecipazione di Giulia Perelli con Pietas e ILAI con Queste Donne.

Opening
27 settembre alle 18.30
Performance Amarea 8 alle 20.00 di e con Ambra Maniscalco

Orari di visita: Tutti i giorni dalle 15.00 alle 20.00

Journal Intime è un progetto di ricerca volta ad esplorare i cambiamenti della sessualità femminile attraverso un’installazione d’interviste audio e foto. Nel Secondo Sesso pubblicato nel 1949, Simone de Beauvoir – saggista, filosofa, femminista francese, esponente dell’esistenzialismo – descrive il primo rapporto sessuale per le donne come un’esperienza violenta.

In un certo senso, l’iniziazione sessuale della donna, come quella dell’uomo, comincia dalla più tenera infanzia. C’è un noviziato teorico, e pratico che prosegue in modo continuo dopo le fasi orale, anale, genitale, fino all’età adulta. Ma le esperienze erotiche della fanciulla non sono un semplice prolungamento delle attività sessuali anteriori; hanno spesso un carattere imprevisto e brutale; costituiscono sempre un avvenimento nuovo, che porta ad una rottura con il passato. Nel momento in cui le attraversa, tutti i problemi che si pongono alla fanciulla sono riassunti in forma urgente ed acuta. In alcuni casi la crisi si risolve facilmente; in altri, tragici, si conclude col suicidio o la follia. Ma sempre, a seconda del modo con cui reagisce, la donna impegna gran parte del suo destino. Tutti gli psichiatri sono d’accordo nel dare un’estrema importanza al suo esordio erotico: esso si ripercuote su tutto il resto della sua vita.

Cap. III. L’iniziazione Sessuale

Simone de Beauvoir

Il sesso a causa della religione, della morale, della cultura patriarcale è stato, soprattutto nel passato, argomento misterioso, vergognoso, scandaloso. Spesso donne e uomini per l’accezione negativa riservata all’intimità sessuale, preferivano avvicinarsi a un corpo simile al proprio, dello stesso genere, prima di avere il coraggio d’incontrare il sesso opposto.

La liberazione sessuale degli anni sessanta ha rivoluzionato i rapporti amorosi dell’età moderna.

Come si è trasformato l’incontro intimo per la donna tra XX e XXI secolo?

L’opera raccoglie e compone in un percorso semplice e intimo, le testimonianze di otto donne d’età, culture, nazionalità e lingue diverse, che hanno aperto le pagine del loro diario condividendo il ricordo della loro prima volta. Le testimonianze sono raccolte attraverso registrazioni vocali collocate nell’architettura che le ospita in una specifica relazione con il luogo, dando vita a una mappa di memorie e segni individuali, insieme pubblici e privati.

L’ascolto audio rende più intimo il rapporto che lega le persone che narrano e chi ascolta, l’obiettivo dell’installazione è trattare l’intimità in tutti i suoi aspetti dal contenuto alla realizzazione. Utilizzare l’audio riporta inoltre alla trasmissione orale della storia. A differenza della maggior parte dei documenti dicui si avvale la ricerca storica, la fonte orale è una fonte relazionale non unilaterale, in cui la comunicazione avviene sotto forma di scambio di sguardi, di domande e di risposte. Come ci ricorda lo storico Sandro Portelli “la storia orale è un’arte, oltre che dell’ascolto, della relazione: la relazione fra persone intervistate e persone che intervistano (dialogo); la relazione fra il presente in cui si parla e il passato di cui si parla (memoria); la relazione fra il pubblico e il privato, l’autobiografia e la storia”. Dalle memorie private di queste otto donne è dunque possibile aprire uno squarcio su una storia che appartiene a tutte e tutti noi.

Chiara Capitani è nata Montebelluna vicino a Treviso. Cresciuta a Roma dove ha conseguito la laurea in scienze politiche. Dopo il diploma nel 2009, alla scuola di teatro C.I.A.P.A. diretta da Gisella Burinato, migra a Parigi dove trova un luogo effervescente e florido per la sperimentazione artistica. Prosegue la sua ricerca esplorando le tecniche dei pedagoghi di antropologia teatrale quali Thomas Richard e Mario Biagini del Workcenter di Grotowski and Thomas Richard, Maria Thais, LeelaAlaniz. Come attrice, autrice e artista lavora tra l’Italia e la Francia.

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