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Strauss & Cajkovskij

(12 Marzo 2021)

Il 12 marzo, alle ore 21:00, al Teatro Politeama, Diego Matheuz eseguirÓ varie sinfonie di "Strauss & Cajkovskij" - Evento trasmesso in streaming

Richard Strauss
Concerto n.2 in mi bemolle maggiore per corno e orchestra op. 132

Pur separati da circa 60 anni, il Primo concerto per corno e orchestra op. 11á composto da Strauss nel 1882 e il Secondo, che, invece risale al 1942, sono legati da un sottile fil rouge che non riguarda soltanto la tonalitÓ di impianto, mi bemolle maggiore, ma soprattutto la figura di suo padre, Franz Strauss, primo corno dell’Orchestra del Teatro di Corte di Monaco.

Entrambi i concerti, infatti, costituiscono degli affettuosi omaggi al padre e, se il Primo Ŕ un lavoro giovanile del quale Franz, malato di asma, non fu nemmeno il primo interprete, il Secondo Ŕ dedicato alla memoria del padre tanto che inizialmente avrebbe dovuto essere eseguito soltanto una volta in un concerto commemorativo in base alla precisa volontÓ del compositore il quale, peraltro, aveva scritto alla moglie, dopo la prima di Capriccio áil 28 ottobre 1942: źIl lavoro della mia vita si Ŕ concluso con Capriccio. Qualunque nota io scarabocchi ora non ha alcuna relazione con la storia della musica╗.

Eppure in quell’autunno del 1942, durante la Seconda Guerra Mondiale, Strauss compose in brevissimo tempo questo concerto, ánonostante le preoccupazioni per le sorti della nuora Alice, ebrea, che, sebbene agli arresti domiciliari, potÚ salvarsi grazie alla protezione del governatore nazista di Vienna, fervente ammiratore del compositore, a differenza dei suoi parenti i quali, internatiá nel campo di concentramento di Theresienstadt, furono anche loro vittime dell’immane tragedia dell’olocausto. Completato, infatti, nell’orchestrazione il 28 novembre, il Concerto, che fu eseguito per la prima volta l’11 agosto 1943 a Salisburgo con Gotttfried von Freiberg in qualitÓ di solista e Karl B÷hm sul podio, sembra addirittura contraddire il difficile momento umano che Strauss stava vivendo tanto che il direttore d’orchestra e cornista britannico Norman RenÚ Del Mar scrisse nella sua monumentale monografia su Strauss:

“╚ davvero difficile credere che questo sia il lavoro di un vecchio depresso che vive nel timore della disgrazia da parte delle autoritÓ di un paese assediato dalla guerra, uno stile cosý leggero e spensierato cattura”.

In effetti un clima disteso informa questo lavoro sin dal primo movimento, Allegro, che, aperto da un disegno festoso, si sviluppa dando vita ad una dolce cantabilitÓ di matrice neoclassica e ad un sereno flusso melodico continuo che rivela la felice ispirazione di questa pagina. Legato senza soluzione di continuitÓ al primo, il secondo movimento, Andante con moto, in la bemolle maggiore, aperto da un delicato e magico notturno orchestrale, si svolge secondo una struttura tripartita (A-B-A) con il corno che si produce in una pura melodia.

Particolarmente suggestiva Ŕ la sezione centrale in re maggiore, della quale sono protagonisti gli archi che intrecciano un fitto tessuto sonoro, mentre il corno si riprende progressivamente la scena per occuparla interamente nella ripresa. L’ultimo movimento Ŕ un festante Rond˛ nel quale si avverte l’influenza di Mozart soprattutto per alcuni interventi del corno che ricordano gli stilemi da caccia.

PŰtr Il'i─┬┬Ź ─┬┬îajkovskij
Sinfonia n. 5 in mi minore op. 64

Composta tra il 30 maggio e il 26 agosto 1888 a distanza di undici anni dalla Quarta, la Quinta sinfonia di ─┬┬îajkovskij costituisce il secondo atto della cosiddetta trilogia del destino e si pone in relazione con la precedente che ne rappresenta il primo e con la Sesta, la celebre Patetica, che corrisponde a quello conclusivo, il terzo.

Tema conduttore delle tre sinfonie Ŕ il destino che incombe spesso sulle vicende umane con esperienze drammatiche di cui fu protagonista, suo malgrado, lo stesso compositore quando si trov˛ a dover affrontare la grave crisi matrimoniale conclusasi con la separazione dalla giovane e innamoratissima moglie Antonina Ivanovna Miljakova, o quando fu sconvolto dal dolore per la morte, nel 1881, dell’amico fraterno Nikolaj RubinĘtejn, dal quale trasse l’ispirazione per il celebre Trio, o, infine, quando and˛ aggravandosi la crisi esistenziale determinata dall’insuperabile stato di depressione; nemmeno la sicurezza economica raggiunta grazie ad un vitalizio assegnatogli dallo zar valse a restituire serenitÓ al suo animo tormentato dall’angoscia e dalla depressione.

Egli aveva composto la Quarta sinfonia dopo la crisi matrimoniale, mentre, nella Quinta, espresse in una musica caratterizzata da accenti di sublime e commosso lirismo rispettivamente il dolore per la perdita dell’amico e il crescente disagio esistenziale.

Dedicata a Theodor AvÚ-Lallemant, musicista influente molto vicino alla SocietÓ Filarmonica di Amburgo ed eseguita, con un’ottima accoglienza del pubblico, ma non della critica, sotto la direzione dell’autore per la prima volta a San Pietroburgo il 17 novembre 1888, la Sinfonia n. 5 segue un programma interiore, che il compositore neg˛ ufficialmente di avere utilizzato, quando ne parl˛ con il Granduca Konstantin Konstantinovi─┬┬Ź; tuttavia ci˛ Ŕ in contrasto con quanto si pu˛ leggere in una annotazione diaristica ritrovata in seguito tra gli abbozzi:

“Programma del primo movimento: Introduzione. Intera sottomissione al Destino o, il che Ŕ lo stesso, agli imperscrutabili disegni della Provvidenza”.

Non si conoscono le ragioni profonde che indussero ─┬┬îajkovskij a non rendere esplicito il contenuto del programma che, in realtÓ, sembra contraddetto almeno in apparenza dalla musica e in particolar modo dal fatto che il tema iniziale, con il quale Ŕ rappresentato il Destino, inizialmente esposto in minore, si evolve positivamente nel Finale in maggiore.

╚ molto probabile che ─┬┬îajkovskij, al di lÓ degli aspetti puramente extramusicali e contenutistici, abbia seguito un percorso musicale di tipo classicista.

Il primo movimento, in forma-sonata, si apre con un Andante che realizza perfettamente le parole del programma grazie al celeberrimo tema del Destino, esposto dai clarinetti nel registro grave, la cui struttura mostra un’evidente origine russa soprattutto nel disegno discendente. L’atmosfera funerea di questo esordio sembra modificata nell’Allegro con anima, nel quale, secondo il programma giÓ citato, il compositore cerc˛ di rappresentare Mormorii, dubbi, lamenti, rimproveri contro XXX (nel testo sono indicate tre croci); ci˛ si realizza nella prima idea tematica dove il tema del destino Ŕ variato con disegni ascendenti che intendono mostrare una forma di reazione alla sua inesorabilitÓ, ma una seconda idea tematica dolente, che ricorda lontanamente la seconda frase del tema dello Scherzo della Quinta di Beethoven, considerata anch’essa sinfonia del destino, riconduce l’ascoltatore alla situazione iniziale.

Tutta l’esposizione di questo primo movimento si snoda dialetticamente attraverso il contrasto tra il destino e i timidi tentativi di opporsi ad esso che si materializzano in brevi episodi pi¨ gai. Questo contrasto trova la sua pi¨ compiuta espressione nello sviluppo dove si fronteggiano il motivo gaio, giÓ esposto nella sezione Un pochettino pi¨ animato, e il primo tema.

╚ possibile trovare la pace nella fede? Questo Ŕ l’interrogativo che il compositore si pone nelá secondo movimento Andante cantabile, con alcuna licenza, come si evince anche dalla nota diaristica in cui si legge: Devo gettarmi nella fede??? Un programma superbo, se solo fossi capace di realizzarlo. La grande libertÓ agogica e ritmica, che aveva contraddistinto il primo movimento, caratterizza anche questo Andante in cui il compositore cerca nella fede, alla quale non riesce o non sa aggrapparsi, una ragione di vita destinata a rivelarsi illusoria; se nella prima sezione del movimento la fede sembra garantire un momento di serenitÓ, nella seconda parte l’irruzione del tema del destino, declamato con forza dagli ottoni, ne sancisce lo scacco.

Per quanto illusoria, la possibilitÓ di una fuga dal destino incombente e terribile sembra l’unica ancora di salvezza per il compositore che nel terzo movimento, Valse (Allegro moderato), si affida alla danza, suo genere musicale preferito, ma ecco che di nuovo il tema del destino, esposto dai clarinetti e dai fagotti, si insinua e turba l’apparente serenitÓ del valzer che, poco incline al sorriso, tende a ricoprirsi di un sia pur tenue velo di tristezza.

Quest’apparente serenitÓ, nel quarto movimento, viene definitivamente sopraffatta dal crudele destino con il suo tema che apre e chiude questo Finale dai toni drammatici e, al tempo stesso, rabbiosi. Il doloroso Andante maestoso introduttivo Ŕ dominato dal tema del destino che in un drammatico crescendo finisce per coinvolgere tutte le sezioni dell’orchestra, dagli archi ai legni e agli ottoni, assumendo ora toni dolenti con i primi, ora drammatici con gli ultimi. Nel primo tema del successivo Allegro vivace al dramma si unisce la rabbia ben espressa dai violenti accordi strappati degli archi, la cui “ferocia” sembra mitigata dal dolce secondo tema affidato ai legni in un continuo contrasto che caratterizza tutta la sinfonia e conduce alla definitiva vittoria del destino.

Tale vittoria Ŕ sancita dalla travolgente stretta finale, dove appare il primo tema del primo movimento che, privo di ogni maschera seduttrice e ingannatrice, rivela la sua forza tragica, nonostante il tema del destino avesse precedentemente assunto un’insolita veste in maggiore che sembrava, in modo ingannevole, far intravedere all’ascoltatore una sua possibile sconfitta. Il destino ha, invece, vinto e ─┬┬îajkovskij non pu˛ far altro che prenderne atto con una rabbia che, alla fine, esplode con tutta la sua forza.

Per seguire il concerto in streaming | Venerdý 12 marzo ore 21:00

https://orchestrasinfonicasiciliana.it/it/sinfonica-tv

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