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Un Albero carico di doni - Scuola Regina Margherita

(09 Gennaio 2015)

Natale è la città! M. Messina: Storiella di Natale F. Dostoevskij: da Diari di uno scrittore L. Sciascia: Natale a Regalpetra I.Calvino: da Marcovaldo Se pensiamo al Natale ce lo immaginiamo dolce e gioioso. Se abbiamo un animo romantico e un po' nostalgico ecco apparirci un albero presso un caminetto dal fuoco accesso, luci di candele e canti di bimbi. E abbracci. E baci. E doni, che si danno e si ricevono. Se abbiamo un animo più moderno e avventuroso ecco apparirci le vetrine luminose cariche di mercanzia e le strade illuminate delle metropoli contemporanee e i cenoni ricchi di leccornie. E di nuovo abbracci. E baci. E doni, che si danno e si ricevono. In entrambi i casi ci accompagnerà la sensazione, la fede direbbero tanti, che il mondo intero procederà ad una rinascita, che tornerà ad essere quel che dovrebbe sempre essere: un luogo gentile dove a tutti sia concesso di vivere con grazia la propria vita. Come scriveva Hanna Harendt: 'E' questa fede e speranza nel mondo che trova forse la sua più splendida ed efficace espressione nelle poche parole con cui il Vangelo annunciò la lieta novella: un bambino è nato'. Eppure mentre una nascita si ricorda, nello stesso giorno, in tante parti del mondo, tanti continuano a soffrire ingiustizie e mancanze. Messina, Dostoevskij, Sciascia, Calvino sono quattro voci per raccontare storie natalizie in cui non ci si dimentichi di quelli che restano ai margini, di quelli a cui è resa più improbabile la gioia. Come le fragili ragazze che camminano sulle grucce, ma, anche col loro passo più lento, rivendicano il diritto al dono della felicità. Come i fanciulli persi nella neve della grande Russia, che se ne muoiono di fame e di freddo in qualche scantinato dimenticato, ma a cui appare un angelo, forse mortificato, a ricordare che di un'altra esistenza tutti gli siamo debitori. Come i ragazzi di Regalpietra, che a Natale possono comprarsi i quaderni e le penne e offrire il biglietto del cinema al padre, perché almeno una volta la buona sorte si è ricordata di loro mentre giocavano a carte. Come i ragazzini terribili di una Milano in pieno boom industriale, che nella frenesia del gioco faranno un grande falò dell'abbondanza di prodotti di consumo che gremisce sempre più le case, per ricordarci forse che non è nel consumo compulsivo che l'umanità potrà trovare una rinascita. Se nella notte di Natale nasce un fanciullo che garantisce la redenzione morale spirituale e materiale dell'umanità, se, dunque, in tale nascita fede e speranza nel mondo tornano a brillare, ciò può accadere perché non ci si dimentica di quel che manca alla nostra esistenza affinché possa essere insieme delicata e davvero umana. Regia e Drammaturgia di Gianfranco Perriera Attori: Roberto Burgio, Elena Pistillo Luogo: Scuola Regina Margherita Manifestestazione organizzata da FederTeatriSicilia