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Apparvero, e poi svanirono. Ma sorridevano - Scuola Salvemini - Succursale Via Perpignano

(12 Gennaio 2015)

Natale è la Città! C. Collodi: La festa di Natale P. Levi. L'ultimo Natale di guerra M. Lodoli: L'omino che riparava televisori e il fruscio del tempo che passa V. Brancati: Un uomo evoluto alla messa di mezzanotte Anche nelle situazioni più impensate, nelle occorrenze più tragiche come nella banalità più grigia, la festa del Natale offre una possibilità di trasformazione interiore. E' come se, benché ogni anno si ripeta, ogni anno si dischiuda una nuova possibilità agli umani. Come nelle migliori fiabe che sanno stupire i bambini, una sorta d'incanto si manifesta: appare una presenza, una voce, un dono insperato che restituisce intensità alla nostra vita, ci rimette in contatto con le energie più generose della nostra psiche, ci porta un saluto dal nostro passato, ci invita a non considerare senza speranza il futuro. In Collodi, una lieve e tenera fiaba ci racconta di una generosità ritrovata grazie all'improvvisa apparizione di un 'povero bambino abbandonato mezzo nudo, che dal freddo tremava come una foglia'. In Levi, anche nel campo di Auschwitz, l'arrivo di un inatteso pacco dono porta un 'carico di simboli di valore immenso e di immensa forza viva', se non altro perché ricollegava gli internati del campo a quelli di fuori, che vivevano una vita ancora umana. In Lodoli, durante la solita festa in famiglia della vigilia, ecco manifestarsi da un fantastico schermo televisivo le effigi dei parenti defunti, che brindano con i loro cari, riallacciando per un momento un legame che pareva dimenticato. In Brancati, l'inarrestabile prosopopea di un uomo pedantemente evoluto, viene smentita dal lieve tintinnare di una medaglia con l'immagine della Madonna, come se quel sottile suono ci richiamasse ai più intensi misteri, strappandoci, attraverso un'ironica risata, alla gabbia disincantata e cinica in cui ci siamo ritrovati rinchiusi. L'apparire di qualcosa di inatteso ha allora, davvero, a Natale, il carattere della rivelazione, della parusia. Ritorna la possibilità di dare gioia al nostro esistere. Sta a noi non farla durare solo un momento. Sta a noi darle continuità. Regia e Drammaturgia di Gianfranco Perriera Attori: Stefania Blandeburgo, Giuditta Perriera Luogo : Scuola Salvemini - Succursale Via Perpignano Manifestazione organizzata da FederTeatriSicilia Teatri Privati Palermo