Comune di Palermo - Accade a Palermo - Notizia estesa

rss Seguici su Facebook Seguici su Twitter Seguici su Instagram mailinglist Canale Youtube del Comune di Palermo

Comune di Palermo

Home - Accade a Palermo - Notizia estesa
Condividi
Stampa
Stampa
immagine

Decamerone in scena al Biondo

(dal 20 Gennaio 2015 al 29 Gennaio 2015)

Decamerone Vizi, virtù, passioni in scena al Teatro Biondo liberamente tratto dal Decamerone di Giovanni Boccaccio adattamento teatrale e regia di Marco Baliani drammaturgia Maria Maglietta scene e costumi Carlo Sala luci Luca Barbati con Stefano Accorsi Stefano Accorsi è il protagonista di Decamerone - Vizi, virtù, passioni, libero adattamento del poema di Boccaccio, realizzato da Marco Baliani con la drammaturgia di Maria Maglietta, che debutta martedì 20 gennaio alle ore 21.00 al Teatro Biondo Stabile di Palermo. Insieme ad Accorsi sono in scena Salvatore Arena, Silvia Briozzo, Fonte Fantasia, Mariano Nieddu, Naike Anna Silipo. Le scene e i costumi dello spettacolo, prodotto da Nuovo Teatro in collaborazione con la Fondazione Teatro della Pergola, sono di Carlo Sala, le luci di Luca Barbati. Repliche fino al 28 gennaio. Nel solco del progetto 'grandi italiani', dopo le rime dell'Ariosto, Stefano Accorsi e Marco Baliani incontrano le novelle del Boccaccio. Baliani costruisce per Accorsi, attore che vive sempre più la sua professione tra palcoscenico, cinema e televisione, uno spettacolo in cui si dipana il mistero della vita stessa, un'amarezza lucida che risveglia di colpo la coscienza, facendo scoprire al pubblico che 'il re è nudo' e che per liberarci dalla 'peste' che anche oggi ci contamina dobbiamo partire dalle nostre fragilità e debolezze. «Le storie servono a rendere il mondo meno terribile, a immaginare altre vite, diverse da quella che si sta faticosamente vivendo, le storie servono ad allontanare, per un poco di tempo, l'alito della morte. Finché si racconta, finché c'è una voce che narra siamo ancora vivi, lui e lei che racconta e noi che ascoltiamo. Per questo ci si sposta da Firenze verso la collina e lì si principia a raccontare. La città è appestata, la morte è in agguato, servono storie che facciano dimenticare, storie di amori ridicoli, erotici, furiosi, storie rozze, spietate, sentimentali, grottesche, paurose , purchè siano storie, e raccontate bene, perchè la vita reale là fuori si avvicina con denti affilati e agogna la preda. Abbiamo scelto di raccontare alcune novelle del Decamerone di Boccaccio perchè oggi ad essere appestata è l'intera società. Ne sentiamo i miasmi mortiferi, le corruzioni, gli inquinamenti, le conventicole, le mafie, l'impudicizia e l'impudenza dei potenti,la menzogna, lo sfruttamento dei più deboli, il malaffare. In questa progressiva perdita di un civile sentire, ci è sembrato importante far risuonare la voce del Boccaccio attraverso le nostre voci di teatranti. Per ricordare che possediamo tesori linguistici pari ai nostri tesori paesaggistici e naturali, un'altra Italia, che non compare nei bollettini della disfatta giornaliera con la quale la peste ci avvilisce. Per raccontarci storie che ci rendano più aperti alla possibilità di altre esistenze, fuori da questo reality squallido in cui ci costringono a recitare come partecipanti di un globale Grande Fratello. Perchè anche se le storie sembrano buffe, quegli amorazzi triviali e laidi, quelle puzzonate, quelle strafottenti invenzioni che muovono al riso e allo sberleffo, mostrano poi, sotto sotto, come in tutte le grandi storie, il mistero della vita stessa, un'amarezza lucida che risveglia di colpo la coscienza, facendoci di botto scoprire che il re è nudo, e che per liberarci dall'appestamento dobbiamo partire dalle nostre fragilità e debolezze, riconoscerle, farci un bell'esame, ridendoci sopra, e digrignando i denti, magari uscendo da teatro poco indignati ma ragionevolmente incazzati, anche con noi stessi». Marco Baliani

foto