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Natale in casa Cupiello in scena al Biondo

(dal 22 Maggio 2015 al 31 Maggio 2015)

Nell'ambito della stagione 2014/2015 del Teatro Biondo Stabile di Palermo, andrà in scena: Natale in casa Cupiello - dal 22 al 31 maggio 2015 - Sala Grande Natale in casa Cupiello di Eduardo De Filippo regia e adattamento Fausto Russo Alesi scene Marco Rossi luci Claudio De Pace musiche Giovanni Vitaletti con Fausto Russo Alesi produzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d'Europa Fausto Russo Alesi trasforma il capolavoro eduardiano in un 'assolo'. Una scelta ponderata, che ha richiesto un attento lavoro di adattamento: ne risultano un'incredibile fedeltà al testo originale e l'effetto straniante di un unico interprete 'posseduto' da tutti i personaggi della commedia, che in effetti è commedia dell'autoillusione, della 'non comunicazione' della solitudine, anche se ne è protagonista una famiglia. «È con gioia, paura, emozionata curiosità ed una buona dose di follia, che mi sono avventurato alla scoperta del teatro di Eduardo De Filippo - spiega Russo Alesi - Ho scelto di utilizzare il mio corpo come unico strumento per suonare questo dramma dell'io e della solitudine, immaginando uno spettacolo d'evocazione tra il sonno e la veglia, tra la vita e la morte, tra lucidità e delirio, tra memoria e presente, tra il palcoscenico e la platea. È difficile definire Natale in casa Cupiello, perché è un testo semplice e complesso allo stesso tempo. Semplice perché popolare, familiare e complesso perché umano, realistico sì, ma soprattutto metaforico. Quando lo leggo, ho la sensazione di trovarmi davanti a un meraviglioso spartito musicale, un vibrante veicolo di comunicazione, profondità e poesia. Anche se la cifra è quella della leggerezza e dell'ironia, dal testo emerge una vena piuttosto amara e desolante. Ci viene presentata una casa misera, distrutta, inguaiata, sotto sopra, gelata, quasi terremotata; ed è Luca che definisce sua moglie Concetta, la regina della casa, come: 'Vecchia, aspra e nemica'. È una famiglia la cui identità è alquanto precaria, non si dialoga più veramente ma si monologa, ed è per questo che credo nella sfida di attraversare questa storia in solitudine».