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Tifeo - (il tradimento dell'orecchio)

(11 Settembre 2015)

'Tifeo' è il mostro dalle cento teste di belve feroci, con duecento braccia e duecento gambe fatte di serpenti aggrovigliati che Zeus ha pensato bene di seppellire vivo sotto la Sicilia, con la testa schiacciata sotto il vulcano. E' colui che distrugge senza sosta i nostri progetti. E' imprigionato, è fuori dal campo visivo, dalla percezione della coscienza. Al tempo stesso è il creatore delle macerie che lo celano alla consapevolezza degli uomini. Il nostro Tifeo è un disadattato, trattato psichiatricamente dal dottor Cadmo. E' ciò che nella natura e nella natura umana viene per senso comune considerato un errore. Tifeo è incantato dalla musica, il suo tallone d'Achille è l'udito, senso prioritario di una forma mentale precedente. Rettiliana. Cadmo usa il suono come un'arma. Il suo scopo è normalizzare la bestia. Drammaturgia e regia prendono sede nel mondo interiore del mostro. Laddove si consuma la sua tragedia: il tradimento dell'orecchio. Quattro spettacoli per drammaturgie virtuali accomunate dal linguaggio dell'inconscio, del mito, della decostruzione, distruzione e ricostruzione della realtà. È il progetto inedito 'Kthack', a cura dell'associazione culturale Retablo, per il Festival I ART che, dopo aver debuttato al Centro Zo di Catania, approda a Palermo (9-10-11-12 settembre, Cantieri alla Zisa). Quattro i registi coinvolti del progetto: Maria Arena, Federico Magnano San Lio, Turi Zinna e Maria Piera Regoli. Saranno loro a dirigere altrettanti spettacoli, Tifeo, De Cinere, Soggiornando Vicino e Non si vive nemmeno una volta, programmati in sequenza nelle quattro sere. L'ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili. I quattro registi spiegano: 'La commistione tra Kατάvη (Katàne) e Hack è il fil rouge che lega tra loro i quattro spettacoli, ideati per drammaturgie virtuali in impianti scenici tridimensionali. Da una parte, il territorio etneo e la città che siede sulle sue falde, per nove volte distrutta e sepolta sotto la lava: il più grande monumento mondiale all'oblio, alla rimozione e alla continua rinascita dalle ceneri di una memoria dimenticata. Dall'altra parte il mondo delle nuove tecnologie e della ricerca di modi non standardizzati di fruirne l'esperienza. Il tema che li accomuna è il linguaggio non lineare dell'inconscio, del mito, della decostruzione / distruzione / ricostruzione della realtà. Un approccio plurale affidato allo sguardo visionario di diverse competenze artistiche. Per Kthack interverranno i performer Daniela Orlando, Maria Piera Regoli, Turi Zinna; i musicisti Fabio Grasso, Giancarlo Trimarchi, Lucilla Scalia; Stage Design, Interactive Video Design Luca Pulvirenti / Mammasonica /labs; luci e direzione di palcoscenico Aldo Ciulla. Il progetto Kthack fa parte del Festival I ART, il grande contenitore di eventi multidisciplinari che fa parte dell'omonimo progetto comunitario, capofila il Comune di Catania, ideato e diretto da I World. Musiche e suono: Fabio Grasso e Giancarlo Trimarchi Drammaturgia regia e interpretazione: Turi Zinna Interactive Video Design: Luca Pulvirenti / Lab. Mammasonica Scene: Salvo Pappalardo Luci: Aldo Ciulla

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