Comune di Palermo - Accade a Palermo - Notizia estesa

rss Seguici su Facebook Seguici su Twitter Seguici su Instagram mailinglist Canale Youtube del Comune di Palermo

Comune di Palermo

Home - Accade a Palermo - Notizia estesa
Condividi
Stampa
Stampa
Mappa
mappa
immagine

Lucia di Lammermoor

(dal 30 Marzo 2016 al 05 Aprile 2016)

Due star della lirica per Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti, che debutta al Teatro Massimo, mercoledì 30 marzo alle 20.30, per la regia di Gilbert Deflo Sono la rumena Elena Mosuc e l'americana di origini portoghesi e portoricane Nadine Sierra, l'una nel primo cast, l'altra nel secondo cast, entrambi di grandissimo livello. Elena Mosuc ha alle spalle un'enorme carriera in tutto il mondo e arriva a Palermo per Lucia, il suo cavallo di battaglia. Nadine Sierra, contesa da tutti i teatri internazionali, è un astro nascente che canta in Italia per la prima volta questo ruolo, dopo Rigoletto alla Scala. E anche Riccardo Frizza, che è sul podio, debutta Lucia, così come Giorgio Berrugi è per la prima volta nei panni di Edgardo. La Lucia di Lammermoor dei debutti eccellenti. Scene e costumi di William Orlandi, luci di Roberto Venturi, coreografia di Giuseppe Bonanno, Orchestra, Coro e Corpo di ballo del Teatro Massimo (maestro del Coro Piero Monti). Allestimento del Teatro Massimo in coproduzione con il Teatro delle Muse di Ancona. Ma c'è un'altra ragione di eccezionalità di quest'allestimento dell'opera, che Donizetti scrisse in sole cinque settimane e che andò in scena per la prima volta nel 1835: ed è l'uso dell'armonica a bicchieri (o glasharmonika) - strumento dal timbro ipnotico usato molto di rado che un tempo si diceva provocasse crisi nervose in chi lo suonava - nella scena di follia della protagonista. Lucia impazzisce dopo avere ucciso Arturo, l'uomo che è stata costretta a sposare per volere del fratello. Lei ama Edgardo, malgrado le famiglie siano lacerate da un antico odio. Donizetti scelse di accompagnare la celebre scena della follia proprio con l'armonica a bicchieri per rendere l'arcana 'armonia celeste' udita da Lucia, ma anche per suggerire agli ascoltatori la connessione con la malattia psichica. A suonarla, Sascha Reckert. In gran parte degli allestimenti lo strumento viene sostituito dal flauto. Lucia fu l'opera che sancì il sodalizio artistico tra Gaetano Donizetti e il librettista Salvatore Cammarano. Già dalla prima messa in scena si registrarono entusiastici consensi grazie anche ai grandi interpreti. Nei panni di Edgardo, il tenore Gilbert Duprez, passato alla storia come l'inventore del 'do di petto'. 'Il soggetto è tratto dal romanzo gotico di Walter Scott The Bride of Lammermoor, che collocò il suo romanzo nella Scozia del 1689. La fama echeggiò anche in ambito letterario, tant'è che venne citata in Madame Bovary di Gustave Flaubert e in Anna Karenina di Tolstoj. Il regista Gilbert Deflo lo colloca nell'epoca della sua creazione, il XIX secolo. 'Il ciclo dell'odio e della vendetta - spiega il regista - è un tema ricorrente nel melodramma del XIX secolo, che ne rappresenta l'eterno ritorno. Gli effetti fatali che il mondo maschile esercita sull'anima femminile trovano emblematica incarnazione nella figura di Lucia, che a ciò risponde con l'unico antidoto di cui dispone: l'abbandono del corpo e dell'anima. Situando Lucia di Lammermoor nell'epoca della sua creazione, ho voluto fare vivere questa follia in modo autentico, per trasformare la finzione illusoria dell'opera in un evento assolutamente reale'. Lo 'strumento della pazzia' per la Lucia di Lammermoor al Teatro Massimo - Ecco l'armonica a bicchieri: si diceva che causasse crisi nervose anche nei suonatori È uno strumento antichissimo, presente in Persia e in India nel Medioevo islamico. In Europa l'attestazione più antica si ha nel trattato Theorica musicae di Gaffurio (1492), dove un'incisione mostra un 'esperimento pitagorico' con bicchieri riempiti d'acqua in base a precise proporzioni che vengono suonati con due bacchette strisciate contro il bordo. È l'armonica a bicchieri, o glasharmonika, che verrà suonato nella Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti in scena al Teatro Massimo da mercoledì 30 marzo. Fin da subito, per la difficoltà di trovare un virtuoso dello strumento in grado di accompagnare la cadenza del soprano, Donizetti previde una versione alternativa per flauto. A suonare la glasharmonika al Teatro Massimo sarà Sascha Reckert. Donizetti scelse di accompagnare la celebre scena della follia della protagonista proprio con l'armonica a bicchieri per rendere l'arcana 'armonia celeste' udita da Lucia, ma anche per suggerire agli ascoltatori la connessione con la malattia psichica. Il medico tedesco Franz Mesmer ne utilizzava il suono per i suoi esperimenti sul magnetismo animale, terapia di malattie o di disfunzioni dell'organismo basata sulle sue controverse tesi. Forse anche per questo lo strumento ebbe fin da subito un marcato collegamento con la follia, dovuto anche alla teoria che lo sfregamento del vetro sui polpastrelli avesse un effetto negativo sui nervi del suonatore. Si diceva che provocasse disordini nervosi, le convulsioni in cani e gatti, dispute coniugali, e persino che avesse ridestato i defunti dalla morte, tanto che in alcune città tedesche lo strumento venne proibito dalla polizia. Nel corso del Settecento lo strumento si diffuse in Europa, con diversi modi possibili di produrre il suono: o con delle bacchette, o sfiorando direttamente con la punta delle dita il bordo o il lato esterno superiore dei bicchieri. Dagli anni '30 dell'Ottocento la popolarità dello strumento declinò. L'armonica a bicchieri ha conosciuto una relativa ripresa a partire dagli ultimi decenni del Novecento; gli strumenti attuali hanno un suono più potente e non causano problemi di sensibilizzazione nervosa. È quindi finalmente possibile eseguire la scena della follia di Lucia di Lammermoor così come era stata immaginata dal compositore.

mappa
allegato
allegato
foto foto foto foto foto foto foto foto foto foto foto foto foto