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'Nuove musiche' al Teatro Massimo

(27 Novembre 2015)

Nuove musiche. Si chiama così il Festival promosso dal Teatro Massimo di Palermo, in collaborazione con numerose istituzioni e realtà culturali, che prende il via il prossimo 21 novembre per concludersi il primo dicembre. Nuove musiche, in ideale collegamento con quelle Settimane Internazionali Nuova Musica che, negli anni Sessanta, resero Palermo protagonista del dibattito musicale e culturale. Ma nuove anche perché propongono al pubblico brani recentissimi - alcuni dei quali commissionati nell'occasione dal Teatro Massimo - o interpretazioni che ribaltano ogni attesa, seguendo il filo di una contemporaneità sorprendente e mai scontata. Dieci appuntamenti che tessono Oriente e Occidente, che vedono tra i protagonisti il cantore del venerabile Dalai Lama Ngawang Tashi Bapu; Vladimir Luxuria per Chansons de Bilitis di Debussy; Cabaret Contemporain che interpreta Kraftwerk con strumenti tradizionali, e che propongono musiche che raccontano tutto il Novecento, da Luigi Nono a Sofia Gubaidulina, da Steve Reich a Salvatore Sciarrino. Il Festival, giunto alla seconda edizione, è organizzato dal Teatro Massimo in collaborazione con l'Università di Palermo, il Conservatorio 'V. Bellini' di Palermo, il Conservatorio 'A. Scontrino' di Trapani, l'Ambasciata di Francia in Italia, l'Institut Français, l'Accademia di Belle Arti di Palermo, la Gaîté Lyrique di Parigi, e vede la partecipazione degli artisti dell'Orchestra, del Coro, del Corpo di ballo e del Coro di voci bianche del Teatro Massimo. Venerdì 27 alle 20.30 'A Floresta', musiche di Luigi Nono. A Floresta é jovem e cheja de vida, del 1965, è un lavoro portante all'interno dell'opera del compositore, dal quale verrà la linfa vitale per molte composizioni successive, con il suo impegno e la partecipazione alle lotte anti-imperialiste di quegli anni. A presentare A Floresta sarà in collegamento video Luigi Pestalozza, musicologo autore di testi fondamentali sul Novecento musicale, che è stato amico di Nono e una delle colonne portanti del modernismo militante degli anni '60 in Italia e in Europa, affiancato dal compositore Antonio Doro al Conservatorio di Sassari. Un'opera che permette di interrogarsi su sperimentalismo e avanguardia. Umberto Eco, tornando a considerare l'operato del Gruppo '63 a quarant'anni di distanza, distingueva tra sperimentalismo, che 'è devozione all'opera singola', e l'avanguardia, che 'agita una poetica, rinunciando per amor suo alle opere, e produce piuttosto manifesti, mentre lo sperimentalismo produce l'opera e solo da essa estrae o permette poi che si estragga una poetica. Lo sperimentalismo tende a una provocazione interna al circuito dell'intertestualità, l'avanguardia a una provocazione esterna, nel corpo sociale'. A Floresta è anche un'opera in un certo senso effimera, tanto che è stata trascritta in partitura solo nel 1998, con un complesso lavoro filologico basato sugli appunti del compositore e le registrazioni delle esecuzioni. 'Vogliono incendiare la foresta e farci uscire allo scoperto, ma non possono distruggerla perché la foresta è giovane e piena di vita'. 27 Novembre 2015 ore 20.30 Sala Onu A FLORESTA Luigi Nono A Floresta é jovem e cheja de vida (1965) Con un contributo di Luigi Pestalozza (in video), introduzione di Antonio Doro Soprano Maria Chiara Chizzoni Clarinetto Marco Salvaggio Attori Stefania Blandeburgo, Germana Di Cara, Luigi Tabita Lastre Gaspare Renna, Alessio Giuseppe Magnanimi, Gabriele Fuschi, Francesco Bruno, Francesco Barone Regia del suono Giuseppe Rapisarda

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