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Interventi di prevenzione non strutturali per eventi di caduta massi

(data pubblicazione 11 Maggio 2016)

Nell'ultimo decennio l'Amministrazione Regionale in funzione delle direttive nazionali ed europee ha predisposto degli studi di settore volti a conoscere i fenomeni di dissesto, valutare i rischi presenti, adottare norme a tutela della popolazione, programmare interventi di mitigazioni del rischio del territorio. I suddetti elementi sono alla base della redazione dei Piani per l'Assetto del Territorio comunemente abbreviati con P.A.I. Durante la redazione dei suddetti Piani è stata fatta l'analisi dei rischi specifici insiti per areale secondo le seguenti definizioni: - pericolosità o probabilità di accadimento dell'evento calamitoso; - valore degli elementi a rischio come persone, beni e patrimonio ambientale; - vulnerabilità degli elementi a rischio dipendente dalla capacità di sopportare le sollecitazioni. Dalla combinazione dei citati fattori sono stati ottenuti i livelli di rischio che sono riferibili a quattro classi di gravosità crescente che dalla classe 'R1' equivalente al rischio moderato o residuale, dove i danni attesi in caso di evento sono limitati, fino ad arrivare al rischio 'R4', molto elevato, in cui sono possibili gravi refluenze per l'incolumità delle persone: gravi lesioni alle persone fino alla perdita di vite umane oltre che danni funzionali o gravi agli edifici, infrastrutture, alle attività economiche e al patrimonio ambientale. L'Ufficio di Protezione Civile, in attesa della realizzazione degli interventi strutturali di riduzione del rischio (ove possibile), opera con interventi di mitigazione di tipo non strutturale ma di consapevolezza del rischio, attraverso le attività di informazione alla cittadinanza sul livello di rischio in cui ricade la propria abitazione o, nell'immanenza di un evento, con l'emissione di provvedimenti di limitazione o divieto d'uso della stessa. Alla luce di quanto detto nell'immediato è necessario che coloro i quali risiedono sia abitualmente che occasionalmente (a qualunque titolo, anche provvisoriamente o stagionalmente) nelle abitazioni ricadenti nelle aree con livello di rischio molto elevato 'R4', adottino dei modelli di comportamento riportati sinteticamente più avanti (misure precauzionali non strutturali), che possano far diminuire drasticamente il rischio per l'incolumità delle persone pur non potendo contestualmente salvaguardare i manufatti: - Non utilizzare come camere da letto le stanze esposte sul lato del versante di monte; - In caso di rumore violento proveniente da monte solitamente si hanno a disposizione diversi secondi utili per mettersi al riparo, pertanto, se si è all'aperto, mettersi al sicuro dietro pareti che possano proteggere dalle schegge provocate dall'impatto al suolo dell'elemento in fase di crollo; se si è in casa, allontanarsi dalle stanze di monte per rifugiarsi nelle stanze lato valle maggiormente protette; - Alla presenza di eventi pluviometrici intensi accompagnati da fulmini ed elevata ventosità, si consiglia di abbandonare i vani a ridosso del costone roccioso e a non transitare nei terrazzi, balconi e aree esterne prospicienti il versante roccioso; - In ogni caso al manifestarsi di ogni evento che potrebbe essere valutato come di presagio per un incipiente crollo mettersi al riparo e possibilmente abbandonare la zona, dando avviso alle autorità preposte. E' fatto obbligo giuridico e morale che quando si assiste a un evento di crollo segnalarlo alle autorità per effettuare le necessarie verifiche circa il rischio residuale derivante dall'accaduto per l'adozione di opportuni provvedimenti anche di limitazione dell'area.

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