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Turismo. I numeri della crisi. Orlando scrive a Francescini e UNWTO dell'ONU

(data pubblicazione 04 Luglio 2020)

Oltre l’80% delle strutture alberghiere e ricettive di Palermo avrà una perdita di fatturato compresa fra il 50 e il 100% quest’anno a causa dell’emergenza Covid-19. A risentire maggiormente sono le piccole strutture come i B&B e le case vacanze, ma anche per gli alberghi la perdita media non sarà inferiore al 50-60%.
Il 4,5% delle strutture ricettive non supererà la crisi e i gestori prevedono di non poter più riprendere la propria attività, nemmeno nel 2021, quando invece prevedono di tornare ad operare poco più di un quarto di B&B e gestori di affitti temporanei.
Sono alcuni dei dati che emergono dalla rilevazione condotta nelle prime tre settimane di giugno dal Comune di Palermo, il cui Ufficio di statistica ha coinvolto 548 fra albergatori, gestori di case vacanze, titolari di locazioni brevi, ostelli ed altre strutture ricettive.
“Sono numeri che già immaginavamo – afferma il Sindaco, che ha voluto lo svolgimento dell’indagine – ma che ora hanno una maggiore valenza e che serviranno a comprendere meglio quanto è avvenuto e quanto sta avvenendo; dati che ci permetteranno di calibrare le nostre risposte e, soprattutto, le istanze che vogliamo presentare al Governo nazionale e su cui vogliamo ragionare insieme con la Regione.”
Lo studio condotto dal Comune mostra nettamente che a risentire maggiormente della crisi è stata il settore della ricezione extra-alberghiera; proprio quello che negli ultimi anni aveva registrato un vero e proprio boom con l’apertura e la regolarizzazione di centinaia di piccole strutture. Alla fine del 2018, data dell’ultima rilevazione, erano 553 gli esercizi extra-alberghieri in città, con un aumento del 56% rispetto a due anni prima.
In termini di perdita netta e quindi di impatto sull’economia complessiva del settore, sono però gli alberghi a segnare il calo maggiore, anche per l’impatto che l’interruzione delle attività ha avuto in termini occupazionali.
Già nelle scorse settimane, il Comune aveva affidato all’Ufficio statistica un ulteriore studio sull’impatto del Covid, da cui era risultata una perdita stimata, nel solo periodo di marzo, aprile e maggio, di circa 32 milioni, di cui almeno 10 milioni di valore aggiunto, quindi di beneficio diretto per la collettività in termini di utili e reddito.
“Non è purtroppo irrealistico pensare – afferma il Sindaco – che entro la fine dell’anno la perdita del settore sia di almeno 60-70 milioni.
Numeri da capogiro che stanno certamente migliorando in queste prime settimane d’estate grazie anche alla conferma di dati non drammatici sul fronte sanitario, ma che restano comunque alti confermando come tutto il mondo del turismo e del suo indotto sia fra quelli più colpiti da questa devastante crisi, anche in considerazione dell’elevato numero di occupati.”
Un dato positivo emerge dalla “reazione” alla crisi da parte dei gestori che nella quasi totalità si sono già attrezzati per garantire l’ospitalità in sicurezza ai propri clienti. Già ad inizio giugno, oltre l’80% aveva adeguato le proprie strutture alle nuove linee guida per essere pronto ad affrontare al meglio la stagione estiva e dell’inizio dell’autunno, quando in città si concentra comunque la grande maggioranza della presenza turistica.
“A conferma – conclude il Sindaco – della grande professionalità e della passione con cui lavorano le strutture cittadine, consce del fatto che il turismo ha rappresentato in questi ultimi anni e può certamente tornare a rappresentare il principale volano dello sviluppo economico della nostra città.”
Proprio per sottolineare questa professionalità e richiamare l’attenzione del Governo nazionale e degli organismi internazionali, il Sindaco ha inviato oggi una lettera al Ministro Franceschini e a Zurab Pololikashvili, Segretario dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per il turismo, invitandoli a visitare Palermo e la Sicilia “che – ha ricordato – è la Regione con il più alto numero di beni materiali ed immateriali iscritti nel patrimonio mondiale dell’Unesco e che, anche se per fortuna meno colpita in termini sanitari dalla pandemia, non è stata per questo meno affetta dalla crisi economica ed in particolare del settore turistico, che è espressione della nostra cultura dell’accoglienza.”

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