Dalai Lama a Palermo. Orlando: "Un evento storico che segna il ritorno a casa di un palermitano d'eccezione"

Notizie (data pubblicazione 09 Maggio 2017)
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Il Dalai Lama ritorna a Palermo. A distanza di oltre vent’anni da quella straordinaria visita che lo vide giungere su invito del Comune di Palermo, Sua Santità il XIV Dalai Lama Tenzin Gyatso, leader spirituale del Tibet e Premio Nobel per La Pace, sarà in Sicilia dal 16 al 18 settembre, prima a Messina e poi a Palermo. La visita fa parte del tour italiano che porterà il Dalai Lama anche in Toscana, a Firenze e Pisa.  
Era il maggio 1996 quando Sua Santità giunse a Palermo, accolto dal sindaco Leoluca Orlando, allora al suo secondo mandato, che gli consegnò la cittadinanza onoraria. Al suo fianco, Richard Gere presentò la sua mostra fotografica sul Tibet, e insieme parteciparono ad un convegno sui diritti umani.  La visita a Palermo è organizzata dal Comune di Palermo con la collaborazione di Nadia Speciale per Barbera & Partners e del Ven. Massimo Stordi per Associazione Sangha Onlus, con la partecipazione e il valido sostegno del Centro buddista Muni Gyana che pochi mesi fa ha trovato una casa a Pizzo Sella in un bene confiscato alla mafia e assegnato proprio dal Comune di Palermo.   

Oggi è in città il responsabile del Tibet Bureau di Ginevra, mr. Ngodup Dorjee, che sta vagliando le location proposte dal Comune. E’ infatti prevista una grande affluenza – in ottobre a Milano sono giunte 25.000 persone da 46 Paesi differenti - e la macchina organizzativa si è già messa in moto. Si potranno seguire le notizie sulla visita di Sua Santità in tempo reale, su una pagina Facebook creata ad hoc e sul sito del Comune. La mattina del 18 settembre è prevista una conferenza pubblica del Dalai Lama sull’Educazione alla gioia.

"La presenza del Dalai Lama è un evento storico  - ha dichiarato il sindaco Leoluca Orlando - ma segna anche il “ritorno a casa” di un palermitano d’eccezione; ed è un privilegio poterlo accogliere nella nostra città, così come oggi appare al mondo, rigenerata e luogo di pace. Il tema dell'incontro tra il Dalai Lama, cittadino onorario di Palermo, e i palermitani sarà quello dell'educazione alla gioia, un modo per trasmettere fiducia e autostima alla Sicilia, sicuramente punto di migrazione, ma è ancor di più terra di accoglienza. Questa è la ragione per cui diversità che nel resto del mondo producono scontri e dissensi, qui vivono in armonia. E non è un caso che Palermo sia stata riconosciuta patrimonio dell'umanità per il suo percorso arabo normanno: non soltanto abbiamo monumenti che rispondono a culture diverse e vivono in armonia, ma siamo in armonia pur essendo popoli diversi".

"Poter riaccogliere Sua Santità a Palermo - ha dichiarato l'assessore alla Cultura, Andrea Cusumano - ci permette da un lato di riflettere su cosa questa città sia diventata e voglia continuare ad essere, un luogo con una sua identità, unico al mondo, ma che consente alle diverse anime di esprimersi liberamente. Ma Palermo è riuscita a trovare una voce e dialoga col mondo, quindi promuove la cultura tibetana portatrice di pace, armonia e gioia con il nostro piccolo contributo".

“Sua Santità – interviene mr. Ngodup Dorjee – ha accettato di venire a Palermo e la ricorda con affetto dopo 21 anni dalla sua visita. Il Dalai Lama coltiva sentimenti di compassione, pazienza, tolleranza e autodisciplina, validi per tutte le religioni, al di là di ogni filosofia praticata. Sua Santità predica la pace, la non violenza e l’accoglienza, e ha fiducia che il suo popolo possa riconquistarli”.  

La mattina del 18 settembre è prevista una conferenza pubblica del Dalai Lama sull’Educazione alla gioia. Il titolo nasce da “Il Libro della Gioia” sul dialogo tra due Nobel per la Pace, SSDL il Dalai Lama e Desmond Tutu, arcivescovo sudafricano. Il libro è stato scritto da Douglas Abrams. 

Nel libro si approfondisce il tema della gioia come un’attitudine, un atteggiamento mentale che porta come conseguenza la mutazione del sentire degli esseri umani, dunque ad un cambiamento delle loro decisioni e azioni. E se questo avvenisse su scala mondiale, si potrebbe giungere ad un’evoluzione sociale che si basa sulla scelta di vivere secondo un’etica universale fondata sulla pace, la salvaguardia dell’ambiente, ma anche la buona pratica nella vita quotidiana, l’economia, i rapporti tra l’uomo e il suo simile.

Solo dopo aver conosciuto e imparato a controllare il dolore, diventa possibile trasformare la gioia da fugace emozione di un momento a costante della vita: perché non c’è luce senza ombra, e non c’è gioia per sé se non si crea gioia anche per gli altri. 

Sua Santità è infatti profondamente convinto che amore, compassione, altruismo e ogni altra  qualità mentale positiva non appartenga esclusivamente ad una dottrina o tradizione spirituale. Sono piuttosto valori fondamentali, radicati nella natura umana, che hanno solo bisogno di essere coltivati con le giuste pratiche: e dunque, la non violenza e il rispetto reciproco. Pur essendo la guida di una delle principali religioni del mondo, il Dalai Lama sostiene che esista un percorso verso l’autentica felicità le cui basi sono in quei principi comuni che superano qualsiasi divergenza di opinione o di religione.

ASPETTANDO IL DALAI LAMA

Nei giorni precedenti alla visita di Sua Santità, è in fase di organizzazione un calendario di manifestazioni racchiuse sotto il titolo “Aspettando il Dalai Lama”. Tra le ipotesi a cui si sta lavorando:

    a) Proiezione di film

Da “Kundun” di Martin Scorsese, a “Il piccolo Buddha” di Bernardo Bertolucci a “Samsara” di Pal Nalim, sono molte le pellicole che hanno raccontato aspetti legati alla cultura tibetana e alla storia e attività del Dalai Lama. Le proiezioni saranno accompagnati da testimonianze.

    b) Realizzazione di un Mandala

Il mandala è un simbolo spirituale e rituale che rappresenta l'universo oltre ad essere uno strumento capace di influire sul benessere globale delle persone grazie alla sua forma circolare accogliente e antichissima. Il Mandala di benvenuto a Sua Santità verrebbe realizzato dai monaci buddisti. Diversamente dal solito in cui il Mandala viene dissolto a fine manifestazione, questa volta lo si tratterebbe con un oggetto d’arte da lasciare in esposizione alla GAM, Galleria d’arte moderna, così come ce n’è uno in mostra al MOMA di New York.

    c) Mostra fotografica sul Tibet

   d)  Meditazione aperta alla città, sotto la guida di un Maestro
        Conferenza pubblica di un Lama tibetano e di un maestro occidentale 

Sulla scia dell’attività del Dalai Lama, verrebbero esposti i suoi progetti più importanti in tema di Educazione Universale.

Info sulla visita del Dalai Lama a Palermo - www.dalailama.it

Comune di Palermo www.comune.palermo.it

Coordinamento e supporto organizzativo Nadia Speciale per Barbera&Partners | 329.9443475-6

www.barberaepartners.com  | barberaepartners@gmail.com

Info stampa e accrediti: Antonella Di Maggio | 338.6540599 |ufficiostampa@comune.palermo.it

Simonetta Trovato | 333.5289457 | simonettatrovato@libero.it

Sua Santità il XIV Dalai Lama, Tenzin Gyatso

Sua Santità il XIV Dalai Lama, Tenzin Gyatso è il leader spirituale del Tibet. Nato con il nome di Dhondup Lhamo il 6 luglio 1935, da una famiglia contadina, in un piccolo borgo dell’Amdo (Tibet nord-orientale), a due anni è stato riconosciuto come la reincarnazione del suo predecessore. Si ritiene che i Dalai Lama siano manifestazioni di Avalokiteshvara, il Buddha della Compassione e patrono del Tibet. Dai sei ai ventitré anni ha ricevuto un’educazione monastica, studiando con i principali maestri tibetani contemporanei, fino a conseguire a pieni voti il titolo di Gheshe Lharampa, equivalente a un dottorato di filosofia buddhista. Nel 1950, prima ancora di terminare i suoi studi, precipitata la situazione politica – con l’invasione cinese del Tibet nel 1949 –, Tenzin Gyatso venne chiamato giovanissimo ad assumere i pieni poteri. Dopo aver cercato inutilmente una soluzione pacifica alla situazione, con colloqui con i principali leader cinesi, nel 1959 dopo la brutale repressione della rivolta di Lhasa, fu costretto a fuggire in India. Da allora, vive a Dharamsala, cittadina del nord dell’India, dove si trova anche la sede delle principali istituzioni tibetane in esilio. Da qui non ha mai cessato di adoperarsi per il bene del suo popolo, aiutando con ogni mezzo i profughi, cercando di far valere – sempre tramite il dialogo e la non violenza – i diritti umani in Tibet e di preservare l’integrità della cultura e della società tibetana. Le sue richieste sono sintetizzate nel Piano di pace in cinque punti, presentato nel 1987 al Congresso degli Stati Uniti e l’anno successivo al Parlamento europeo, nel quale si propone la trasformazione di tutto il Tibet in una zona di pace, l’abbandono della politica di trasferimento di massa della popolazione cinese che minaccia l’esistenza stessa dei tibetani come popolo, il rispetto dei diritti umani fondamentali del popolo tibetano e delle libertà democratiche, il restauro e la tutela dell’ambiente naturale del Tibet con l’abbandono della produzione di armi nucleari e lo scarico delle scorie nucleari, l’inizio di seri negoziati sul futuro status del Tibet e sulle relazioni tra il popolo tibetano e quello cinese.

Sua Santità il XIV Dalai Lama, Tenzin Gyatso si è sempre opposto all’uso della violenza. Fautore di una più estesa comprensione tra i popoli e le religioni, sin dal 1967 ha incontrato numerosi capi di stato, leader politici e religiosi; ha dato vita al processo di democratizzazione, arrivando a abbandonare ogni carica politica, in favore del Governo in esilio democraticamente eletto fra i membri della diaspora tibetana. Sua Santità offre continuamente insegnamenti ai numerosi discepoli sparsi per tutto il mondo. Le sue conferenze, che non hanno lo scopo di proselitismo, sono autentiche lezioni di vita, tolleranza e compassione, che trasmette con l’unica intenzione di dare il proprio contributo alla pace e alla fratellanza universale. 

Tre sono gli impegni principali della sua vita: come essere umano, la promozione di valori come compassione, perdono, tolleranza; come religioso, la promozione dell’armonia e della comprensione tra le maggiori tradizioni religiose del mondo e infine la risoluzione della questione tibetana. Per questo partecipa a incontri interreligiosi, ma anche a confronti con esponenti del mondo scientifico, convinto che scienza e religione non siano in contraddizione, ma entrambe alla ricerca della verità per il bene degli esseri.

È autore di numerosi testi sul buddhismo e sul rapporto tra religione, scienza e ambiente.  Ha ricevuto il Nobel per la Pace nel 1989 ed è cittadino onorario di Palermo, Roma, Venezia, Torino e altre città italiane.

Al di là dei riconoscimenti ufficiali, Sua Santità – che si considera “un semplice monaco buddhista”, imposta la sua vita sulla semplicità e l’umiltà – si colloca senz’altro fra i personaggi di maggior rilievo della nostra epoca, per la capacità di tramettere messaggi costruttivi di tolleranza, pace e dialogo, per lo sforzo costante di superare le barriere e le incomprensioni con il dialogo, per il suo amore per la verità.


Il centro Muni Gyana

Il Centro Muni Gyana é stato fondato a Palermo nel 1990 da Lama Thubten Zopa Rimpoce, che ne è il direttore spirituale. Lo scopo del Centro è di promuovere i valori del buddhismo tibetano Mahayana con lo studio e la pratica. La caratteristica fondamentale di questa tradizione è fornire un’educazione integrata attraverso la quale la mente e il cuore delle persone possono essere trasformati nel loro più alto potenziale promuovendo il proprio e l’altrui benessere, la propria e l’altrui felicità; si ispira ad un atteggiamento di responsabilità universale e di servizio; l’impegno è di creare ambienti fisici e relazionali armoniosi e di pace dove tutti gli esseri possano sviluppare il pieno potenziale di infinita saggezza e compassione. Associazione a carattere non settario, non politico e senza fini di lucro, il Centro Muni Gyana è affiliato, e ne è espressione nel sud Italia, alla F.P.M.T. (Fondazione per la Preservazione della Tradizione Mahayana), rete internazionale che riunisce oltre 150 fra centri di studio e di ritiro, monasteri, case editrici, centri di cura e guarigione, hospice, che riconoscono S.S. il Dalai Lama come suprema autorità del Buddhismo Tibetano e ne traggono esempio ed ispirazione per i numerosi progetti sociali e di salvaguardia della tradizione tibetana. Il Centro è associato all’U.B.I. (Unione Buddhista Italiana). Nel marzo dello scorso al Centro Muni Gyana con il progetto “Ponti Sottili”, è stato assegnato come sede un bene confiscato alla mafia a Pizzo Sella; attraverso l’enorme impegno dei soci volontari il bene è stato oggi quasi completamente recuperato, reso accogliente e funzionale, luogo di studio, pace, impegno sociale vivo.

BARBERA & PARTNERS

Barbera & Partners S.r.l. è un’agenzia di comunicazione integrata. Opera nei settori dell’advertising, promozione, pubbliche relazioni. Ha una particolare e lunga esperienza nell’ideazione e organizzazione di eventi artistici, culturali, turistici  e sociali. Con sede a Palermo opera in ambito regionale, nazionale e internazionale. Si avvale della direzione strategica e creativa di grandi professionisti tra cui Nadia Speciale, responsabile dei progetti, che ha anche coordinato, insieme al Comune di Palermo, la precedente visita del Dalai Lama.

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