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Capitolo 5 - Economia

Capitolo 5: ECONOMIA

Il reddito

Il reddito imponibile ai fini delle addizionali all’IRPEF a Palermo è aumentato, dal 2014 al 2015, dello 0,3%, a fronte di una diminuzione del numero di contribuenti dello 0,6%.

Conseguentemente, il reddito medio per contribuente è leggermente cresciuto (è passato da € 25.883,62 a € 26.108,06, +0,9%).

Più basso il reddito medio se calcolato sul numero di residenti, pari a € 9.546,02 (+0,9% rispetto al 2014).

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Grafico 5.1: Reddito imponibile ai fini delle addizionali all’IRPEF per contribuente – confronto con le grandi città italiane

Nel confronto con le altre grandi città italiane, Palermo è fortemente penalizzata: in base al reddito medio per contribuente precede soltanto Catania (cfr. graf. 5.1).

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Grafico 5.2: Reddito imponibile ai fini delle addizionali all’IRPEF per residente – confronto con le grandi città italiane

Ben più ampie le differenze in base al reddito medio per residente, con le città del sud fortemente penalizzate rispetto alle città del centro-nord (cfr. graf. 5.2).

In base a questo indicatore, la città di Palermo precede soltanto Catania e Napoli; le tre città sono comunque le sole con valori inferiori ai 10.000 Euro.

 

Il mercato del lavoro

A Palermo, nel 2016, gli occupati sono diminuiti del 2,7%, passando da 188 mila a 183 mila.

Rispetto al 2006, quando vi erano 211 mila occupati, si registra invece un calo del 13,3%. Il numero di occupati rilevati nel 2016 è il più basso del decennio 2006-2016.

Il tasso di occupazione, pari al rapporto fra gli occupati (15-64 anni) e la popolazione residente (15-64 anni), nel 2016 è risultato pari al 40,1%, in diminuzione di un punto percentuale rispetto al 2015, e di ben 5,6 punti percentuali rispetto al 2006

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Grafico 5.3: Tasso di occupazione (15-64 anni) per grande comune anni 2006-2016

Nei dieci anni in esame, il tasso di occupazione è cresciuto fino al 2009, quando ha raggiunto il 47,3%, e poi ha invertito il trend ed è sceso fino al 40,1% nel 2016, valore più basso dell’intero decennio.

Nel confronto con le altre grandi Città, si nota la netta contrapposizione fra le città del centro-nord, con tassi di occupazione che vanno dal 62,9% di Torino al 71% di Bologna, e le città del mezzogiorno, con tassi di occupazione che vanno dal 37,5% di Napoli al 46,5% di Bari.

Il tasso di occupazione di Palermo è, dopo quello di Napoli, il più basso fra tutte le grandi città.

A livello nazionale, il tasso di occupazione nel 2016 è risultato pari al 57,2%, in Sicilia al 40,1% e in provincia di Palermo al 37,4%.

 

A fronte della diminuzione degli occupati, nel 2016 a Palermo i disoccupati sono cresciuti, passando da 48 mila nel 2015 a 51 mila nel 2016, con un incremento del 6,8%.

Rispetto al 2006, quando i disoccupati erano 49 mila, si registra invece un incremento del 3,7%.

Il tasso di disoccupazione, pari al rapporto fra i disoccupati (15-64 anni) e la somma di occupati e disoccupati (15-64 anni), nel 2016 è risultato pari al 21,9%, in aumento di 1,5 punti percentuali rispetto al 2015 e di 2,9 punti percentuali rispetto al 2006.

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Grafico 5.4: Tasso di disoccupazione per grande comune anni 2006-2016

Nei dieci anni in esame, il tasso di disoccupazione, partito dal 19% del 2006, è inizialmente diminuito, fino a toccare il 14,1% nel 2011; negli anni successivi ha invece fatto registrare valori di anno in anno sempre più elevati, fino a raggiungere il 21,9% nel 2016, valore più elevato di tutto il decennio.

Nel confronto con le altre grandi Città, si nota anche in questo caso una contrapposizione fra le città del centro-nord, con tassi di disoccupazione che vanno dal 5,6% di Bologna all’11,4% di Torino, e le città del mezzogiorno, con tassi di disoccupazione che vanno dal 16,4% di Bari al 30,8% di Messina.

Il tasso di disoccupazione di Palermo è, fra tutte le grandi città, il quarto valore più elevato, dopo Messina, Catania e Napoli.

A livello nazionale, il tasso di disoccupazione nel 2015 è risultato pari all’11,7%, in Sicilia al 22,1% e in provincia di Palermo al 25,1%.

La popolazione inattiva (tecnicamente “non forze di lavoro”) a Palermo, nel 2016, è diminuita dello 0,6%, passando da 216 mila a 215 mila.

Rispetto al 2006, quando ammontava a 196 mila unità, si registra invece un incremento del 9,4%.

Il tasso di inattività, pari al rapporto fra gli la popolazione non appartenente alle forze di lavoro (15-64 anni) e la popolazione residente (15-64 anni), nel 2016 è risultato pari al 48,4%, in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto al 2015, e di 5 punti percentuali rispetto al 2006.

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Grafico 5.5: Tasso di inattività (15-64 anni) per grande comune anni 2006-2016

Nei dieci anni in esame, il tasso di inattività ha fatto registrare nei primi quattro anni valori intorno al 45%, mentre negli anni successivi è balzato intorno al 50%.

Nel confronto con le altre grandi Città, si nota ancora una volta la netta contrapposizione fra le città del centro-nord, con tassi di inattività che vanno dal 23,6 % di Firenze al 30,7% di Verona, e le città del mezzogiorno, con tassi di inattività che vanno dal 41,4% di Messina al 48,6% di Napoli.

Il tasso di inattività di Palermo è, fra tutte le grandi città, il secondo valore più elevato, dopo Napoli.

A livello nazionale, il tasso di inattività nel 2016 è risultato pari al 35,1%, in Sicilia al 48,3% e in provincia di Palermo al 49,8%.

 

L’indice dei prezzi al consumo

A Palermo l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale (NIC) ha chiuso il 2016 in territorio positivo: a dicembre si è registrata una variazione tendenziale (rispetto, cioè, allo stesso mese dell’anno precedente) pari a +0,5%. Lo stesso valore (+0,5%) si è registrato per la variazione congiunturale (rispetto, cioè al mese precedente). Anche a livello nazionale a dicembre si è registrata variazione tendenziale positiva dello 0,5%, mentre rispetto a novembre la variazione congiunturale è stata positiva dello 0,4%.

In media d’anno, l’inflazione a Palermo nel 2016 è risultata nuovamente negativa, passando da -0,1% registrato nel 2015 a -0,2%. Anche il dato medio nazionale è risultato negativo, -0,1%, per la prima volta dal 1959.

Osservando l’andamento mensile manifestato nel corso del 2015 e 2016 (cfr. graf. 5.6) si può notare come il tasso di variazione tendenziale dell’indice sia partito a gennaio 2015 da un livello pari a -0,1%, e abbia proseguito con il segno meno anche nei mesi successivi. Gli unici due mesi del 2015 in cui l’indice ha mostrato il segno più sono stati maggio e luglio (+0,1% in entrambi i casi). abbia manifestato fino ad aprile 2014 un trend crescente, fino ad arrivare a +0,9%. Nei mesi successivi e fino a dicembre 2014l’indice ha fatto registrare valori compresi fra lo 0,5% e l’1%. Il 2016 si è invece aperto con l’indice a 0, ed è proseguito con un trend decisamente decrescente nella prima parte dell’anno, che ha portato il tasso d’inflazione a -0,8% ad aprile. A partire dal mese di aprile si è registrata un’inversione di tendenza, interrotta soltanto ad ottobre, che ha riportato l’indice in territorio positivo a settembre (+0,2%). A ottobre l’indice è sceso nuovamente in territorio negativo (-0,3%), a novembre è risultato pari a 0 e a dicembre è tornato – per la seconda volta nel 2016 –  in territorio positivo, raggiungendo il valore di +0,5%, il livello più elevato dell’anno.

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Grafico 5.6: Indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale. Tassi congiunturali e tendenziali Palermo – Italia gennaio 2015 – dicembre 2016

Entrando nel dettaglio delle dodici divisioni di spesa in cui è articolato l’indice dei prezzi (cfr. graf. 5.7) si può notare che a Palermo gli incrementi tendenziali (dicembre 2016 su dicembre 2015) più elevati si sono registrati nelle divisioni: “Trasporti” (+3,2%), “Servizi ricettivi e di ristorazione” (+2,5%) e “Bevande alcoliche e tabacchi” (+2,2%).

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Grafico 5.7: Tasso tendenziale dicembre 2016 per capitolo di spesa

Diminuzioni tendenziali si sono invece registrate nelle divisioni “Abitazione, acqua, elettricità e combustibili” (-3,1%), “Comunicazioni” (-2,7%), “Istruzione” (-0,8%)  e “Mobili, articoli e servizi per la casa” (-0,1%).

 

Il grafico 5.8 riporta l’andamento degli indici tendenziali per tipologia di prodotto: indice relativo ai beni, indice relativo ai servizi e inflazione di fondo (o core inflation), ovvero indice dei prezzi al netto delle variazioni dei prodotti alimentari freschi e dei beni energetici.

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Grafico 5.8: Tassi tendenziali per tipologia di prodotto gennaio 2015 - dicembre 2016

Il grafico 5.9 riporta l’andamento degli indici tendenziali per frequenza di acquisto:

  • Prodotti ad alta frequenza di acquisto: generi alimentari, bevande alcoliche e analcoliche, tabacchi, spese per l’affitto, beni non durevoli per la casa, servizi per la pulizia e la manutenzione della casa, carburanti, trasporti urbani, giornali e periodici, servizi di ristorazione, spese di assistenza
  • Prodotti a media frequenza di acquisto: spese di abbigliamento, tariffe elettriche, tariffe relative all’acqua potabile e allo smaltimento dei rifiuti, medicinali, servizi medici e dentistici, trasporti stradali, ferroviari, marittimi e aerei, servizi postali e telefonici, servizi ricreativi e culturali, pacchetti vacanze, libri, alberghi e altri servizi di alloggio
  • Prodotti ad alta frequenza di acquisto: elettrodomestici, servizi ospedalieri, acquisto dei mezzi di trasporto, servizi di trasloco, apparecchi audiovisivi, fotografici e informatici, articoli sportivi
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Grafico 5.9: Tassi tendenziali per frequenza di acquisto gennaio 2015 - dicembre 2016

Nel grafico 5.10 sono riportati i tassi di variazione tendenziale dei prezzi al consumo registrati nelle città capoluogo di regione[1] a dicembre 2016.

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Grafico 5.10: Tassi tendenziali dicembre 2016 nelle 20 città capoluogo di regione

Le banche

Al 31 dicembre 2016 risultano operanti a Palermo 207 sportelli bancari, con una diminuzione di 7 sportelli rispetto al 2015. Estendendo l’analisi al decennio 2006-2016, il numero di sportelli, pari a 223 nel 2006, ha mostrato un trend crescente fino al 2009, quando ha raggiunto il numero di 244. Negli anni successivi, invece, il numero di sportelli è iniziato a diminuire, fino a raggiungere – come già detto – il numero di 207 nel 2016.

I depositi bancari nel 2016 ammontano complessivamente a 7.686 milioni di Euro (+0,6% rispetto al 2015), pari a 11,4 mila Euro per abitante, mentre gli impieghi ammontano a 7.786 milioni di Euro (valore sostanzialmente stabile rispetto al 2015), pari a 11,6 mila Euro per abitante.

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Grafico 5.11: Sportelli bancari, depositi e impieghi dal 2006 al 2016

 

Le compravendite immobiliari

Nel 2016 si sono registrate a Palermo 4.795 compravendite di immobili residenziali, valore in aumento di ben 403 unità (+9,2%) rispetto al 2015.

Il risultato del 2016 conferma la ripresa del mercato immobiliare residenziale cittadino, che - dopo anni di continue diminuzioni – a partire dal 2014 ha fatto registrare un’inversione di tendenza.

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Grafico 5.12: Compravendite di immobili residenziali a Palermo dal 2006 al 2016

Nel confronto con i volumi di compravendita registrati nel 2006, il mercato immobiliare residenziale risulta ancora fortemente ridimensionato, con una diminuzione del 35,6%. Nei dieci anni in esame il numero più elevato di compravendite si è registrato proprio nel 2006 (7.449 compravendite), mentre il numero più basso nel 2013 (3.736 compravendite). 


[1] Per la Calabria, viene riportato il dato di Reggio Calabria