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Archivio Biografico Comunale
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Basile Giovanni Battista Filippo
(Architetto)

Nato a Palermo nel 1825 e morto il 16 giugno 1891.

Compiuti gli studi classici e laureatosi (1846) in architettura alla Università di Palermo, si recò a Roma dove seguì corsi di matematica idraulica e costruzioni alla Sapienza e di disegno all'Accademia di S. Luca.

Sotto la guida del Sarti, del Poletti, del Canina, si dedicò ai rilievi dei monumenti antichi. Nel 1848 partecipò al movimento rivoluzionario di Palermo (fu incaricato di costruire le fortificazioni e la polveriera del Sacramento) e nel 1860 fu garibaldino, alternando imprese patriottiche con lo studio dei monumenti antichi della Sicilia.

Le sue prime esperienze si ispirano comunque all'architettura siculo-normanna in chiave romantica (camposanti di Caltagirone e di Monreale, 1853). Nel 1863 venne nominato professore di architettura decorativa e composizione presso l'università di Palermo e capo dell'ufficio edile del Comune: il Basile sviluppò quindi il piano regolatore cittadino, impostato dal governo di Garibaldi, sistemando la piazza Pretoria insieme col Damiani e col Patricolo e costruendo numerosi villini (Bonanno, Garibaldi).

Nel 1864 partecipò al concorso per il Teatro Massimo di Palermo, per il quale ebbe il primo premio nel 1868; dovette interromperne la costruzione, iniziata nel 1875, per invidie locali e la riprese solo nel 1890, avendo come collaboratore il figlio Edoardo, morto.

Per nuove beghe i lavori furono interrotti di nuovo: sarà il figlio Ernesto a compiere l'opera, mantenendo, del progetto paterno, il libero linguaggio neoclassico. Dopo aver partecipato con Ernesto al concorso per il monumento a Vittorio Emanuele II in Roma (1877), il Basile nel 1878 progettò la facciata del padiglione italiano alla Esposizione universale di Parigi e nel 1889 iniziò la costruzione della sua ultima opera, villa Favaloro a Palermo, nella quale si esprimono con rinnovato linguaggio formale i suoi motivi ideologici.

Tra gli scritti del Basile, tutti pubblicati a Palermo, si ricordano: I camposanti di Caltagirone, 1856; Metodo per lo studio dei monumenti, 1856; Principi di assuetismo architettonico con applicazione ad un progetto di Museo per Atene, 1871; Osservazioni sugli svolgimenti dell'architettura odierna all'Esposizione universale del 1878 in Parigi, 1879; Sulla costruzione del Teatro Massimo Vittorio Emanuele in Palermo, 1882; Curvatura delle linee dell'architettura antica con un metodo per lo studio dei monumenti, 1884; Discorso pronunziato in occasione dell'inaugurazione del Circolo artistico di Palermo, 1885; Gli ordini architettonici della scuola italica, Palermo 1887.