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Archivio Biografico Comunale
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Rutelli Mario
Rutelli Mario
(Scultore)

Nato a Palermo il 4 aprile 1859 e morto il 4 novembre 1941.

Si formò presso la scuola serale di Plastica con Salvatore Valenti e la scuola di Nudo.

Esercitò l'attività di scalpellino presso il cantiere del Teatro Massimo con la direzione di G.B. Filippo Basile, per la realizzazione dei capitelli del pronao.

Nel 1877 gli viene affidato l'incarico di eseguire il gruppo bronzeo della Lirica che, insieme a quello della Tragedia del Civiletti, venne collocato accanto la scalinata del teatro.

Nel 1879 si iscrive alla scuola di Scultura di Roma dove insegnano Ercole Rosa e Giulio Monteverde; partecipa poi all'Esposizione di Palermo del 1891-92.

Nel 1890 viene incaricato, insieme a Civiletti, di modellare una quadriga con il Trionfo di Apollo e Euterpe, per il Teatro Politeama di Palermo.

Sempre nel 1890 lo scultore fonda a Palermo la "Fonderia artistica siciliana Rutelli", che sarà attiva fino ai primi anni venti. Altre sue opere si trovano al Cimitero dei Rotoli di Palermo, nel giardino di piazza Castelnuovo.

Nel 1901 a Roma esegue la Fontana delle Naiadi; nel 1902 viene eletto a Palermo consigliere comunale e nel 1903 succede a Ximenes alla cattedra di scultura del Real Istituto di Belle Arti della Comune.

Nel 1905 realizza il Monumento a Francesco Crispi in marmo e bronzo, nel piano delle Croci a Palermo; in seguito altre sue opere vengono collocate al Giardino Inglese.

Nel 1908 partecipa all'Esposizione di Saint Louis e nel 1911 realizza la Vittoria alata che viene collocata in cima al monumento commemorativo del cinquantenario della Liberazione, progettato da Ernesto Basile in fondo al viale della Libertà.

Realizza poi altre opere per Catania, Londra, Monaco, Castelvetrano e Agrigento. Nel 1923 Rutelli torna a Roma dopo essere stato mandato via dall'Accademia di Belle Arti di Palermo per "scarso rendimento", a Palermo trascorrerà gli ultimi anni della sua vita.

L'opera conclusiva della sua carriera "il monumento equestre ad Anita Garibaldi sul Gianicolo del 1931".