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Archivio Biografico Comunale
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INDICE ANALITICO
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Pinto Amelia
(Soprano)

Nata a Palermo il 21 gennaio 1876 morta a Palermo il 21 giugno 1946.

Studiò molto precocemente a Palermo con Francesco Arcieri in seguito a Santa Cecilia con la Zaira Cortini.

Debuttò nel 1899 al Grande di Brescia con La Gioconda e subito dopo fu l'interprete del Trillo del diavolo di Falchi.

Un'autentica affermazione colse al Giglio di Lucca nel settembre del 1900 allorchè alla presenza di Puccini fu Tosca accanto ad un altro palermitano d.o.c., il tenore Elvino Ventura.

Dopo quelle affermazioni, Toscanini le spalancò le porte della Scala affidandole il ruolo di Isotta con un Tristano d?eccezione quale Borgatti.

Da lì a poco, sempre alla Scala mentore Toscanini, le fu affidata La Regina di Saba e l'Elena del Mefistofele.

Poi la carriera internazionale nei teatri dell'America latina cui seguì il ritorno alla Scala con Brunhilde della Walkiria e la Germania di Franchetti.

Memorabile la tournèe al Sao Carlos di Lisbona del 1903.

La sua prima apparizione al Massimo di Palermo risale al 1904 e con viva attesa canta nella Gioconda e nel Tannhauser direttore Mascheroni.

Il 1904 si chiude con una tournèe in Egitto e Cairo ritorna quindi a Palermo nel 1906 nella Dannazione di Faust nel ruolo di Margherita e subito dopo in Tosca.

In quegli anni si fa apprezzare anche nei teatri di Parigi, Santiago del Cile, Varsavia.

Fu specialista soprattutto nelle opere wagneriane, grazie ad una voce di potente volume, ricca di vibrazione, con acuti facili e taglienti ma soprattutto con dei centri veramente straordinari.

L'accompagnava anche una gestualità che si imponeva per un aspetto raffinato e per un gioco scenico assai credibile.

Fu onorata e celebrata da regnanti, artisti e letterati.

Luigi Capuana disse di lei: Nella voce le tremava la cupa voluttà di un'angoscia suprema.

Lasciò precocemente le scene nel 1908 anche se tornò in maniera occasionale, a Milano nel 1914 e a Madrid nel 1916.

Il ritiro prematuro per motivi familiari fu una grave perdita per il teatro wagneriano che aveva in lei l'esponente più ragguardevole.

Ha lasciato testimonianze discografiche per la G & T e Fonotipia Milano.