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Cultura - Dipinto di Donna Franca Florio tornerà a Palermo - Orlando: "Dai Marchesi Berlingheri atto di amore per la città"

(data pubblicazione 13 Dicembre 2017)

Il dipinto di Donna Franca Florio tornerà presto a Palermo e potrà in alcune occasioni essere esposto al pubblico. Dopo l'annuncio, dato la scorsa settimana dal magazine "Il Gattopardo", dell'acquisto del quadro da parte di Marida e Annibale Berlingieri, i nuovi proprietari hanno confermato al sindaco Leoluca Orlando che l'opera tornera Palermo nel corso del 2018, dopo un periodo di esposizione alla Reggia di Venaria.

"Sono grato ai Marchesi Berlingheri - afferma il Leoluca Orlando - per questo atto di amore e sensibilità per la nostra città. Aver permesso che un'opera così importante per la storia di Palermo potesse restare nella sua città è un atto di grande generosità. Ancora più bello sarà poterlo rendere visibile ai più proprio nell'anno in cui Palermo sarà Capitale della cultura italiana".

Quella del ritratto di Donna Franca Florio è una storia travagliata, come appunto racconta "Il Gattopardo". Quando nel 1924 Boldini lo completò finalmente dopo più di venti anni dalla prima pennellata, in realtà la parabola discendente dei Florio si era già compiuta. L’impero economico era al tracollo.

La famiglia, che all’apice del suo fulgore aveva commissionato il dipinto (nel 1903 era stato esposto alla Biennale di Venezia), non era più in condizioni di comprarlo. Boldini quindi lo vendette nel 1927 al barone Rotschild, che lo portò con sé in America. Riapparve nel 1995 in vendita da Christie’s, poi riemerse dieci anni dopo, quando tornò all’Hotel Villa Igiea, comprato per ottocentomila euro da Francesco Bellavista Caltagirone.

La leggenda vuole che sia stato Ignazio Florio, geloso, a imporre al pittore di rimettere mano al ritratto, considerato troppo osé, allungando il vestito e coprendo le spalle. In realtà la prima versione era molto più castigata (donna Franca indossava un abito nero a maniche lunghe impreziosito da ricami dorati) e Boldini successivamente la “svestì” adattando l’abbigliamento alla moda degli anni Venti e aggiungendo una sedia.