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"Biondo in Giudecca". Le attività del Teatro Biondo di Palermo per la Giornata Europea della Cultura Ebraica

(data pubblicazione 13 Settembre 2019)

In occasione della Giornata Europea della Cultura Ebraica, il Teatro Biondo di Palermo, l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, la sezione di Palermo della Comunità Ebraica di Napoli e l’Istituto Siciliano di Studi Ebraici organizzano la manifestazione Biondo in Giudecca, che propone incontri, visite guidate e spettacoli per promuovere la cultura ebraica.

Si comincia la mattina del 15 settembre con una visita guidata nella Giudecca di Palermo, che partirà alle 9.30 da Piazza Bellini in prossimità del punto informazioni turistiche.
La guida Chiara Utro accompagnerà i partecipanti in giro per i quartieri della Meschita e della Guzzetta, raccontando le vicende storiche e gli aneddoti legati alla presenza ebraica in città, fino al luogo in cui sorgeva l’antica Sinagoga, nei pressi dell’attuale complesso di San Nicolò da Tolentino. Per partecipare alla visita guidata occorre prenotare scrivendo all’indirizzo utrochiara@gmail.com.

Sempre domenica, alle 16.30, l’Archivio Comunale di via Maqueda 157 ospiterà la giornata di studi Sogni, una scala verso il cielo, che vedrà la partecipazione dello psicoterapeuta Masal Pas Bagdadi, delle professoresse Luciana Pepi e Rita Calabrese dell’Università di Palermo, del biblista Francesco Bonanno, della storica dell’ebraismo Angela Scandaliato e della scrittrice Licia Cardillo Di Prima; modererà Gea Schirò, responsabile delle relazioni istituzionali della Nato Defense College Foundation. Al termine dell’incontro, l’Ensemble Shalom Nigun eseguirà musiche della tradizione. Per l’occasione gli spazi dell’Archivio ospiteranno una mostra della pittrice DéLise Vaccino.

Lunedì 16 le attività si sposteranno al Teatro Biondo, dove alle 19.00 avrà luogo la presentazione del libro La luce è là di Agata Bazzi con il coordinamento di Luciana Pepi.
Protagonista del romanzo è la famiglia Ahrens, che ha vissuto nella “Palermo felicissima” del primo Novecento. Albert, il patriarca arrivato nel 1875 dalla Germania, diventa un entusiasta imprenditore di successo e sposa Johanna Benjamin, che sarà la madre dei suoi otto figli. Fra campagna e città fa costruire una superba villa sulla cui facciata spicca la scritta lik dör (La luce è là), e sono anni di prosperità, di successo e di unità, sgretolati da eventi che segnano la storia della famiglia e la grande Storia europea: il terremoto di Messina, la Prima Guerra Mondiale, la morte dei due figli maschi, e infine le leggi razziali che restituiscono gli Ahrens alla loro identità ebraica.
Agata Bazzi, discendente della famiglia Ahrens, racconta questa affascinante epopea ispirata dal ritrovamento di un diario e dalle testimonianze raccolte.

Sempre lunedì 16, alle 20.45, andrà in scena nella Sala Grande del Biondo lo spettacolo Canterò per il re di Franca De Angelis con Evelina Meghnagi (voce e canto), Cristiano Califano (chitarra e corde), Arnaldo Vacca (percussioni). Il coordinamento dello spettacolo è di Antonio Silvia, le creazioni visive sono di Massimo Catalani.
Evelina Meghnagi, considerata una delle interpreti più accreditate del panorama musicale internazionale di musica sefardita e yemenita, interpreta questa incredibile storia che racconta l’esodo degli ebrei libici del 1917, mentre su uno schermo scorrono immagini astratte ed evocative e gli strumenti musicali colorano e accompagnano i canti.
Una matura donna ebrea, un po’ svanita, serrata nella sua casa, si ostina a preparare il cuscus per lo shabbat e intanto si esercita a provare i canti in cui – ne è certa – dovrà esibirsi in un gran concerto per il re appena i disordini saranno finiti. Nella sua mente, però, affiorano confusi i ricordi di un pogrom di tanti anni prima, quando Lisa era ancora giovane. La donna ricorda a fatica, ma quando le immagini si faranno più nitide, il suo castello di illusioni cadrà e la donna si deciderà a fuggire. Canterò per il re è una riflessione tragicomica sulla necessità e la drammaticità della memoria, su quanto sia necessario ricordare e allo stesso tempo, per sopravvivere, occorra a volte riuscire a sognare.

L’ingresso allo spettacolo è libero fino ad esaurimento dei posti.

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