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PASSANTE FERROVIARIO E CHIUSURA DELL'ANELLO FERROVIARIO

(data pubblicazione 27 Giugno 2012)

L'Assessore per il bene comune della mobilità Tullio Giuffrè ha partecipato ad un incontro presso la Direzione Generale per gli Affari Regionali della Commissione Europea a Bruxelles. All'incontro hanno preso anche parte i rappresentati della Regione Siciliana e di RFI, Rete Ferroviaria Italiana, l'Azienda delle Ferrovie incaricata dell'infrastrutturazione.Nel corso dell'incontro - afferma Giuffrè - abbiamo affrontato due temi di particolare importanza per lo sviluppo della mobilità a Palermo: quello del Passante Ferroviario e quello della chiusura dell'Anello, che permetterebbe di realizzare un circuito metropolitano completo. La realizzazione di entrambe le strutture ha subito nei mesi scorsi gravi arresti e rallentamenti, nel primo caso dovuti al mancato rilascio della certificazione antimafia ad un'impresa e nel secondo caso a seguito del contenzioso aperto dall'impresa appaltatrice ed RFI, che ha portato ad una lievitazione dei costi considerevole. Abbiamo saputo - ha affermato Giuffrè - che l'impresa SIS ha ricevuto la certificazione antimafia ma da RFI non abbiamo ancora ricevuto alcuna comunicazione ufficiale circa la ripresa dei lavori. Per parte del Comune abbiamo ribadito la nostra disponibilità a supportare in ogni modo necessario la logistica dell'opera, tramite la concessione delle aree di cantiere e i necessari interventi per la viabilità connessa. Per quanto riguarda invece l'Anello Ferroviario, è stato innanzitutto compiuto un escursus sulle ragioni che hanno portato al blocco dell'appalto del primo lotto. In particolare è stato ricordato che un contenzioso ha portato all'aumento dei costi progettuali di circa 30 milioni di euro, fino agli attuali 154. La chiusura dell'Anello - ha affermato l'Assessore - rappresenta un intervento strategico nell'ambito di un piano della mobilità cittadina che miri a potenziare e valorizzare il trasporto pubblico ed in particolare quello su rotaia Nel corso dell'incontro è stato paventato il rischio che, se i lavori non dovessero essere avviati entro il 2 agosto, data prevista dal contratto con le imprese vincitrici dell'appalto, la Commissione Europea potrebbe revocare il proprio finanziamento, che costituisce l'asse portante dell'intervento finanziario a sostegno dell'opera. A tal proposito - afferma Giuffré - abbiamo registrato positivamente l'impegno tanto di RFI che della Regione a reperire i fondi necessari, perché tutti sono coscienti del fatto che la revoca del contratto porterebbe al danno della mancata realizzazione dell'opera anche la beffa di quasi certe penali da pagare alle ditte.