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Quello scrigno di nome Palermo

(data pubblicazione 25 Maggio 2015)

Dopo anni di immobilismo Palermo cerca faticosamente di recuperare il gap con le altre città europee. Un compito difficile che passa soprattutto da una diversa gestione del patrimonio artistico e culturale del capoluogo siciliano. Sindaco, la stagione estiva è ormai alle porte come si presenta Palermo all'appuntamento? «Palermo ha la peculiarità di essere accogliente tutto l'anno. Il fitto calendario di iniziative, promosse dall'amministrazione comunale, coniuga le nostre tradizioni con una dimensione internazionale congiungendo idealmente tra loro: cultura, turismo, tradizione artistiche e la valorizzazione degli spazi museali ed espositivi. Tra le iniziative, penso al festino di Santa Rosalia, in programma il prossimo 14 luglio, fiore all'occhiello delle celebrazioni alla nostra Santa e capace di portare in piazza sino a 300 mila persone». Quali altri programmi avete per attrarre nuovi turisti? «Dopo la bellissima esperienza della prima edizione dello Street Food Festival, rilanciamo l'idea con la prima kermesse dedicata al gelato e stiamo progettando la realizzazione di un convengo sulla dieta mediterranea. E poi, saremo in prima linea con il Blue Sea Land, la manifestazione promossa dal distretto della pesca di Mazara del Vallo. Un evento, in grado di unire in un unico luogo i Distretti Produttivi e le filiere agro-ittico-alimentari della Sicilia, dei Paesi del Mediterraneo, del Maghreb e del Medioriente promuovendo le eccellenze gastronomiche del gusto e le peculiarità culturali tipiche di ogni area». Il percorso arabo-normanno di Palermo si candida a patrimonio Unesco dell'umanità... «I primi di luglio attendiamo da Bonn, la notizia che tutti ci auguriamo possa dare un importante riconoscimento alla Sicilia. Sarà un'occasione in più per richiamare turisti, cittadini e visitatori accrescendo l'amore dei palermitani verso la propria città». All'orizzonte però, c'è tanto lavoro da fare. Per esempio, Mondello va recuperata. Come si intende valorizzarla? «Con una campagna mirata al decoro dell'intera borgata che passa dalla pulizia dei litorali al completamento di via Palinuro, asse fondamentale per la pedonalizzazione di Mondello. Lavoriamo, comunque, per una serie di iniziative il cui unico denominatore è sempre il mare. Penso al Windsurf World Festival, alla regata Palermo-Cartagine e al consueto appuntamento con la regata velica Palermo-Montecarlo». Nel centro storico, invece, le isole pedonali hanno contribuito a liberare intere piazze dalle auto... «Diminuisce il numero degli oppositori e pian piano le isole pedonali iniziano a piacere un po' a tutti. È segno di una svolta culturale apprezzata a larga maggioranza dopo qualche remora iniziale. Piazza San Domenico fino a due anni fa era un parcheggio in mano ad un manipolo di posteggiatori abusivi, oggi, si mostra nella sua straordinaria bellezza. Abbiamo interamente liberato piazza Magione, rendendola un teatro all'aperto con le prime proiezioni in diretta delle opere liriche del Teatro Massimo. Abbiamo celebrato piazze storiche della città come: piazza Sant'Anna, piazza Croce dei Vespri o Piazza Bologni. E' stata liberata via Maqueda, oggi centro commerciale della città e crocevia di culture. Uno spazio restituito ai cittadini, dove le attività economiche fioriscono invece di chiudere». Nel progetto di riqualificazione c'è anche un capitolo dedicato al Parco della Favorita. Qual è lo stato dell'arte? «Siamo partiti con la bonifica dei luoghi. Estenderemo di diversi ettari le zone fruibili al pubblico, così come abbiamo fatto con il Giardino Florio. L'idea è riprendere l'antico agrumeto all'interno del parco e farlo tornare a splendere. Il nostro progetto è la riqualificazione degli spazi comuni, dei marciapiedi e delle piste ciclabili senza chiudere il parco al transito veicolare ma monitorandolo con azioni di contrasto. Potenzieremo il servizio di bike e car sharing due iniziative capaci di far riscoprire la città con altri occhi». Intanto, dopo sette anni riapre la Fiera del Mediterraneo. «Per troppo tempo è stata chiusa per negligenza della burocrazia. Questo luogo è destinato a diventare una sorta di quartiere dell'accoglienza in grado promuovere una serie di manifestazioni collaterali. Un polo turistico, orientato ad abbattere la vecchia concezione di fiera per diventare un centro polivalente dalla forte vocazione culturale e artistica, un luogo dove i palermitani possano vivere di giorno senza abitarci di notte». Si è parlato di una funivia per Monte Pellegrino. È fattibile o resterà un sogno nel cassetto? «Non è un sogno, ma un desiderio. Un'opera che potrà essere realizzata solo con capitali privati. Da parte nostra daremo parere positivo, laddove sia posta particolare attenzione all'ambiente circostante, alla normativa vigente e si possa valorizzare il bene comune». Roberto Chifari

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