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Mediazione sociale - A Ballarò un laboratorio di gestione e soluzione dei conflitti

(data pubblicazione 19 Gennaio 2016)

Si è svolto stamattina al Centro Santa Chiara il seminario 'Mediazione comunitaria - un'esperienza possibile', organizzato dall'Ufficio di Mediazione Penale del Comune, in collaborazione con l'Istituto 'Pedro Arrupe', il Centro studi 'Opera Don Calabria', il Centro Diaconale 'La Noce' e il Comitato 'Sos Ballarò'. Nel corso del seminario, durante il quale è stata anche annunciata la prosecuzione per un altro anno dell'attività di mediazione penale attività di mediazione penale, è stato illustrato il progetto sperimentale di 'mediazione di comunità', che sarà avviato nel quartiere grazie alla collaborazione con Sos Ballarò. Tale progetto prevede che un team di operatori/mediatori (dei Servizi sociali comunali e delle Associazioni coinvolte), intervenga in situazioni di conflitto segnalate dalle più diverse fonti (scuole, forze dell'ordine, operatori sociali, parrocchie, ecc.) per giungere, tramite strumenti volti a favorire il dialogo, l'ascolto e la conoscenza reciproca fra le parti coinvolte, ad una gestione e soluzione degli stessi conflitti. 'Il lavoro di mediazione penale - spiega l'assessore Agnese Ciulla - è solo una parte del ben più complesso lavoro svolto dall'Amministrazione e dai partner privati coinvolti. Grazie all'esperienza di SOS Ballarò e al suo lavoro già avviato sul territorio, l'idea è quella di dare impulso ad una forma sperimentale di mediazione indirizzata alla comunità nel suo complesso. In una zona della città che esprime spesso conflitti a base sociale (economico, etnico, culturale, ecc.), grazie a questa esperienza coordinata dai nostri uffici, ma soprattutto grazie all'importante lavoro di supporto metodologico e pratico svolto da tanti enti del Terzo settore, vogliamo iniziare un percorso di mediazione fra e dentro le tante anime del quartiere. Il modello di intervento si basa su una metodologia partecipativa, nella quale tutti i soggetti sono attori del cambiamento, perché parte attiva di un percorso 'da dentro', che ovviamente mette a frutto i contributi di esperienze, idee e azioni di ricercatori e operatori pubblici e privati, ma soprattutto coinvolge direttamente i cittadini. Attraverso le azioni che saranno messe in campo, tutti i cittadini saranno parte attiva e interessata al processo di cambiamento, di gestione e soluzione dei conflitti di convivenza sociale'. 'Con questo intervento, che si integra con le altre iniziative avviate dall'Amministrazione, come l'apertura di uno sportello SUAP o l'incontro con i dirigenti delle Aziende partecipate - spiega il sindaco Leoluca Orlando - stiamo avviando non solo un'azione concreta sul territori per la gestione e risoluzione del conflitto sociale, ma stiamo anche promuovendo una vera e propria sperimentazione che porta Palermo a poter essere il luogo avanzato della ricerca su questo particolare e delicato tema delle politiche urbane e sociali. Un risultato che si raggiunge grazie ad un importante lavoro di rete con il privato sociale e grazie all'impegno 'oltre gli schemi' di una parte dell'Amministrazione comunale, che ha colto come il valore del proprio lavoro vada ben oltre i limiti del singolo intervento formale e istituzionale'.