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Omaggio a Robert Bresson

(05 Maggio 2016)

In occasione del restauro ad opera della Cineteca di Bologna/L'Immagine ritrovata di Au Hasard Balthazar (1965) e di Mouchette (1967), due dei più grandi film del cineasta, l'Institut français Palermo e l'Associazione Lumpen presentano un omaggio a Robert Bresson (1901-1999) al Cinema De Seta dei Cantieri Culturali alla Zisa. Robert Bresson, per il quale l'espressione « Maestro del cinema » non è un semplice modo di dire, fa parte di quei registi che hanno inventato l'arte del cinema per creare un'opera esemplare. Pickpocket, Au hasard Balthazar, L'Argent hanno conferito al cinema una dimensione essenziale: è ciò che lui stesso nomina nelle sue riflessioni e nei suoi scritti: il « cinematografo ». Il carattere unico e prodigioso del « sistema Bresson », in cui il controllo di tutte le tappe del film nei minimi dettagli non impedisce mai al regista di percepire la casualità, il fato che, da solo, rende il film così reale, fa sì che, per lo spettatore, assistere alla proiezione di un film di Bresson sia prima di tutto un'esperienza: gli oggetti, i gesti, il mondo, filmati da Bresson, si ha la sensazione di vederli per la prima volta. AU HASARD BALTHAZAR (Francia-Svezia / 1966 / b&n) di Robert Bresson (95') Soggetto e sceneggiatura: Robert Bresson. Fotografia: Ghislain Cloquet. Montaggio: Raymond Lamy. Scenografia: Pierre Charbonnier. Musica: Jean Wiener. Interpreti: Anne Wiazemsky (Marie), François Lafarge (Gérard), Walter Green (Jacques), Nathalie Joyaut (la madre di Marie), Philippe Asselin (il padre di Marie), Jean-Claude Guilbert (Arnold), Pierre Klossowski (il venditore di granaglie). Produzione: Anatole Dauman, Mag Bodard per Parc Films, Argos Films, Athos Films, AB Svensk Filmindustri, SFI Restaurato nel 2015 da Argos Films Introducono: Eric Biagi (direttore Institut français Palermo) e Franco Maresco (regista) L'asinello Balthazar è il compagno di giochi di Marie, prima di essere venduto e di passare da un padrone all'altro, trattato bene o male. Utilizzato per trasportare il pane, compagno di un barbone o bestia da soma di un vecchio taccagno, osserva il mondo con occhio stoico e contemplativo. Marie, invece, non capìta dalla madre, respinta dal padre, maltrattata da un delinquente da cui è attratta, scappa via da casa, mentre Balthazar va a morire nelle montagne della sua infanzia. Quando volle raccontare la storia dell'asinello Balthazar, Bresson si ricordò del motto dei principi di Baux, in Provenza, 'Au Hasard Balthazar', un gioco di parole fra Baux e Hasard, a cui sottrasse tuttavia l'aspetto guascone per recuperare il senso di spaesamento dell'hasard. Una libera traduzione potrebbe configurarsi come: 'Alla deriva Balthazar'. Poiché proprio questo è il senso della vita dell'asinello: la sua purezza e la sua bontà non hanno spazio in un mondo ormai privato della Grazia. Volendo, si può anche vedere nella storia di Balthazar la più profonda e suggestiva metafora della passione di Cristo. Ingresso E. 5,00 (Riduzione 50% tesserati Institut français Palermo)

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