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Le stelle non hanno paura di sembrare lucciole

(17 Aprile 2018)

Sandro Calvani propone a Palermo martedì 17 aprile una conversazione attorno al suo ultimo libro Le stelle non hanno paura di sembrare lucciole, appena edito da Ave.

Studioso dello sviluppo economico e consulente  per la pianificazione strategica a Bangkok, in Thailandia, forte della sua esperienza professionale dedicata allo studio dell'innovazione creativa, del pensiero debole e della gestione e superamento dei conflitti, l’Autore ha raccolto, come perle preziose, molte storie in cui le persone più diverse, affrancatesi da una noio­sa quotidianità, raccontano come sono riuscite a raggiungere la felicità e a cambiare il loro mondo; storie di resilienza, creatività, coraggio, etica, gestione del conflitto, innovazione sociale e costruzione di pace...

Favole moderne per adulti che inter­rogano la vita. Un libro coraggioso e con lo sguardo volto al futuro, in linea con l’esortazione fatta da papa Francesco ai giovani di alzarsi in piedi e di esplorare con coraggio e creatività nuovi modi per realizzare se stessi.

L’appuntamento dunque è soprattutto rivolto ai giovani e sarà occasione per parlare anche di cooperazione internazionale, attività nei Paesi in via di sviluppo, gestione dei flussi migratori, difesa dei diritti umani; Sandro Calvani si tratterrà con i presenti per scambiare informazioni, idee ed esperienze per chi volesse intraprendere questa strada: perché non smettano di credere nel futuro.

Due parole su Sandro Calvani

Tra il 2004 e il 2007, l'italiano Sandro Calvani fu direttore del Programma dell'Onu contro la droga ed il crimine (Unodc) in Colombia. Per combattere la cocaina, garantendo comunque un reddito ai contadini, promosse originali progetti di sostituzione delle coltivazioni illecite.

«Donde no hay bala hay baile…». «Dove non si spara, si fa festa». Così insegna un notissimo detto colombiano. Lo imparai all’inizio degli anni 2000 nei primi giorni di servizio diplomatico per le Nazioni Unite in Colombia. Ad insegnarmi il profondo significato di quella essenziale regola di vita comune fu il ministro della Giustizia di allora, che cercava di rispondere alla mia domanda su come poteva esserci tanta felicità diffusa in un Paese colpito dal più grave e più lungo conflitto mai visto nelle Americhe. Quello colombiano è infatti un brutto record mondiale di violenza prolungata nel tempo per quasi sessant’anni. Oltre 220.000 morti causati del conflitto dal 1958 ad oggi e oltre sei milioni di vittime dei crimini di guerra, se si aggiungono tutti coloro che hanno perso la casa, la terra, il lavoro o il luogo di residenza, resi handicappati dalle mine e altri esplosivi, donne e bambini violentati, sequestrati, minacciati e vittime del terrorismo o di atti di tortura perpetrati un po’ da tutte le parti. 
I principali colpevoli furono le Fuerzas armadas revolucionarias de Colombia (Farc), la più efferata forma di terrorismo diffuso in America Latina, le autodefensas di estrema destra, fino alle diverse milizie legali ed illegali, compresi diversi abusi di diritti umani da parte della forza pubblica come esercito e polizia.

http://www.vita.it/it/interview/2016/03/15/benedetta-inquietudine-intervista-con-sandro-calvani/45/

Biografia

Sandro Calvani è consigliere speciale presso la Mae Fah Luang Foundation (sotto il patrocinio Reale) a Bangkok, in Thailandia, dove ha insegnato Politiche dello Sviluppo Sostenibile presso la Webster University. Dal 1980 al 2010 è stato direttore di vari organi delle Na­zioni Unite e della Caritas in 135 paesi.

Membro del World Economic Forum, ha lavorato nel Global Agenda Council on Poverty. Specializzato in gestione delle emergenze sanitarie delle grandi popolazioni, gestione dello sviluppo e dei conflitti, si occupa con passione di innovazione, nuove economie circolari e cittadinanza attiva. Ha pubblicato 24 libri, oltre 740 articoli e 26 testi multi-autore. Ha ricevuto diversi premi internazionali per l’eccellenza della sua attività professionale per la giustizia e la pace. www.sandrocalvani.it

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