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Festival "Presente Futuro"

(17 Maggio 2018)

Saranno quattro gli spettacoli in scena il 17 maggio a partire dalle 21 per "Presente Futuro", il festival internazionale (con un premio annesso) dedicato alla giovane creazione contemporanea nell’ambito delle arti performative della scena: teatro, danza, teatro-danza, physical theatre, performance.

Il Festival in programma al teatro Libero è quest'anno alla tredicesima edizione, e si pone come momento di visibilità e promozione della scena emergente europea creando connessioni internazionali.

Il primo degli spettacoli che aprirà la rassegna è  The Shape of water  di Sara Angius frutto di una residenza in Germania: 

"L’esperienza personale plasma corpo e mente dei singoli individui, così come vicende e vicissitudini plasmano le società degli uomini in modi differenti. Cosa succede dunque quando una cultura incontra o non incontra un’altra cultura? Perché l’adattabilità a volte è un problema? Quali potenzialità e quali rischi racchiude l’incontro? L’immagine dell’acqua che cambia la sua forma a seconda della forma del contenitore, così facilmente malleabile e adattabile, fa pensare a quanto diversi o a quanto simili all’acqua possano essere gli uomini. In questo mondo ormai alle prese con grandi flussi migratori il tema dell’incontro-adattabilità è oggetto di profonda riflessione."

Seguiranno Esco così mi perdo di e con Quinzio Quiescenti e Daniele Nash: 

"Se in un mondo dove si lavora per accumulare esperienze per avere un futuro più ricco di sapere, accadesse qualcosa di insolito e si perdesse il filo logico della quotidianità? Se ad un tratto un tilt provocasse un buio nella nostra memoria e smarrissimo le nostre sicurezze e convinzioni? E se perdendo la memoria ci ritrovassimo in un mondo da scoprire nuovamente; un mondo da rimettere in ordine dentro e fuori secondo nuove regole che non rispettano forse la logica comune, ma un nuovo schema che appartiene solo a chi lo costruisce. Forse scopriremmo che questo nuovo ordine delle cose, anche se fuori dal senso comune, può funzionare lo stesso…"

Rien de nouveau dans les journaux di e con Juan Duarte Mateos:

"Un uomo conduce per molti anni una vita dedicata ai piccoli piaceri ottenuti attraverso giochi che lui stesso ha creato. Intere giornate trascorse in casa, con la sua unica ossessione, quella di fare ogni azione quotidiana bilanciando una pallina sulla testa. Il pubblico, tramite gli oggetti che lo circondano, avvertirà presto il peso di tutti gli anni trascorsi in questa vita meticolosa e originale. Una vita che verrà stravolta e che porterà il protagonista ad affrontare l’urgente necessità di trovare una soluzione ai problemi incorsi, vivendo momenti fuori dall’ordinario. Attraverso sfide sempre più complesse di giocoleria scopriremo la personalità del protagonista e la sua storia."

L'amore ha i tempi dei Playmobil regia e coreografia di Elisa Pagani:

"Il percorso creativo si configura come un viaggio nel mondo infantile, rivissuto e fagocitato da occhi adulti che guardano con empatia una bolla del passato, impastata di ricordi e rielaborazioni. Il lavoro di ricerca vuole gettare uno sguardo sul complesso sistema di percezioni che descrive il rapporto tra noi e il mondo, abbracciando la tematica della conservazione e affermazione della propria unicità, all’interno di un nucleo più intimo e ridotto, ma potenzialmente più invasivo, che è il rapporto con se stessi. Si vuole costruire uno spazio salvifico di identificazione tra il sé interiore e il sé nel mondo, all’interno del quale l’inconscio concede la trasparenza delle intenzioni."

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