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Le Vie del Sacro e del Profano, Sacri Profanique Itinera

(22 Settembre 2018)

L’associazione Archikromie, nell’ambito del progetto “Le Vie del Sacro e del Profano, Sacri Profanique Itinera | Felicis Urbis Panhormi” promuove la seguente visita artistico-teologica, sabato 22 settembre 2018 | 19.00 – 20.00 in Palermo, nella monumentale chiesa dell’Immacolata Concezione al Capo.

Narrazione artistico-teologica della volta della Concezione dominata dalle donne di Dio e dal gusto per la forma, per lo spettacolo, per l’ornamento, per la decorazione fino all’eccesso, al fine di suscitare stupore e meraviglia, emozione e spiritualitā.

Scopo era quello di celebrare sia la grandezza di Maria che della Chiesa nel mondo, sia il prestigio raggiunto dall’Ordine Benedettino nel XVII secolo. Inoltre con i suoi effetti sorprendenti, le sue forme preziose e sovrabbondanti, il cielo barocco della Concezione mirava ad educare le monache alle pių complesse veritā di fede attraverso l’immaginazione e la partecipazione emotiva.

La narrazione, focalizzata nella volta, con gli occhi della storica dell'arte, Elisabetta Gulizzi, con l'emozione della narrazione mistagogica di Federica Nocilla e con la voce della scrittrice siciliana Monica Cerrito, č un’esperienza insolita, un attraversamento emozionale del tempo e dello spazio in cui la "bellezza" della "Parola" si coniuga con la maestria dell'arte dell’autore, Olivio Sozzi, pittore.

Nasce a Catania nel 1690. Dopo un apprendistato a Palermo presso Filippo Tancredi comincia a lavorare in questa cittā. Intorno al 1730 si trova a Roma nella bottega di Sebastiano Conca e nello stesso tempo presta attenzione alla pittura del Giaquinto.

A partire dal 4° decennio esegue diverse opere a Palermo, tra cui la volta della Chiesa della Concezione. Intorno al 1750 si trasferisce a Catania, in un momento di intensa attivitā progettuale nella cittā etnča.

Nell’area sud-orientale dell’isola č presente nel 1752 nella chiesa di S. Sebastiano a Melilli. Ad Ispica arriva nel 1763 per gli affreschi della chiesa di S. Maria Maggiore. In questa chiesa muore due anni dopo (1765) e viene sepolto nella stessa chiesa da lui affrescata e precisamente nell’angolo destro della cappella dell’Assunta.

Il 25 novembre 1904 fu rinvenuto il feretro del grande pittore, ritrovato quasi mummificato, quindi fu definitivamente collocato (sempre all’interno della Basilica), nella “Casa della Cera”, dove ancora si trova, visibile ai visitatori.

L’Arciconfraternia, in occasione del terzo centenario (1990) e successivamente in occasione del novantesimo anniversario dell’erezione della Basilica a monumento

 

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