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XLIII Festival di Morgana - Pupi videodrome

(08 Novembre 2018)

La Fondazione Ignazio Buttitta partecipa alla XLIII edizione del Festival di Morgana, promosso dal Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino. La rassegna quest’anno prevede oltre trenta spettacoli, due prime nazionali, sette compagnie di opera dei pupi provenienti da tutta la Sicilia e quattro compagnie internazionali di teatro d’immagine contemporaneo da Francia, Spagna e Irlanda.

Insieme al Museo delle marionette Antonio Pasqualino saranno coinvolti altri sette luoghi-simbolo della presenza del teatro dei pupi in città: la Chiesa S.S. Euno e Giuliano, Palazzo Alliata di Villafranca, Palazzo Riso, Palazzo delle Aquile, Palazzo Butera, il Teatro Carlo Magno, il Teatro Ditirammu.

Il programma prevede anche la realizzazione, presso il Museo delle marionette, della mostra multimediale Pupi videodrome, allestita da Enzo Venezia, che presenta cinque progetti artistici di innovazione tecnologica; del ciclo di proiezioni di film d'animazione Petits Malins in collaborazione l'Institut Français di Palermo e la presentazione di libri e video presso la Biblioteca Vittorietti nel Complesso dello Steri.

L'8 novembre alle ore 17.00, al Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino, si terrà l'inaugurazione della mostra multimediale "Pupi videodrome", Ideazionedi Rosario Perricone, allestimento di Enzo Venezia. Ideazione di Rosario Perricone.

Pupi Videodrome è una mostra multimediale sull'opera dei pupi siciliana allestita al Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino. Una mostra che offre una visione del teatro dell'opera dei pupi siciliani integrata e inattesa, tra manufatti artigianali realizzati secondo le tradizionali tecniche costruttive dei maestri artigiani e opere artistiche di nuova concezione che rielaborano i codici e il linguaggio espressivo dell'opera dei pupi in chiave contemporanea e tecnologicamente avanzata. La mostra propone così un percorso espositivo altamente sensoriale e immersivo che fa della multimedialità la sua cifra per coinvolgere il visitatore in una esperienza piena di suoni ed accadimenti, in una messa in scena suggestiva di cui sarà protagonista attivo. Le opere esposte saranno: #CARINDA Augmented Reality; il cartello animato La rotta di Roncisvalle; il documentario in 3D Pupi a 360 gradi di Alessandra Grassi e tre video installazioni di opere prodotte dal Museo delle marionette: In Two Minds – In Two Puppets di Kevin Atherton, The Palace of Raw Dreams e Angelica di Judith Cowan
L'inaugurazione che si svolgerà all'interno del XLIII Festival di Morgana, allestita all'interno degli spazi del Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino, sarà fruibile dall'8 novembre al 9 dicembre.

#CARINDA Augmented Reality
La marionetta Carinda, è il pupo più antico del Museo datata 1828, essa è stata "caricata", o per usare un neologismo "uplodata", dalla realtà materiale alla vita virtuale. La realtà aumentata (Augmented Reality – AR) consiste infatti nell'arricchimento della percezione sensoriale umana mediante informazioni convogliate elettronicamente, che non sarebbero percepibili con i cinque sensi. Attraverso questa applicazione web-based di ultima generazione il visitatore potrà dunque visualizzare direttamente in streaming una sovrapposizione fra elementi reali – il pupo Carinda – e virtuali – animazioni 3D, filmati, elementi audio e multimediali – trascendendo così il mondo materiale.

IL CARTELLO ANIMATO LA ROTTA DI RONCISVALLE
L'opera è una animazione 2D di un cartellone tradizionale dell'opera dei pupi di Palermo, custodito al Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino. Il cartello pubblicitario originale raffigura su tela in otto riquadri, denominati "scacchi" alcuni episodi dell'epica battaglia Roncisvalle, che vide morire tragicamente gran parte dei paladini francesi in seguito ad un tradimento. La scelta di questo progetto è dettata dal desiderio di restituire all'opera dei pupi ciò che lo stesso sviluppo digitale le ha tolto. L'opera utilizza dunque i linguaggi della tecnologia dell'animazione digitale per rivitalizzare questa pratica teatrale tradizionale.
I personaggi raffigurati nel cartello prendono spunto dagli scritti sull'epica cavalleresca e nell'opera dei pupi vengono animati dai pupi stessi. La rappresentazione statica dei personaggi dei tradizionali cartelloni viene qui animata mediante l'uso delle nuove tecnologie senza però snaturare un genere
legato alla tradizione popolare. L'animazione farà infatti parte di una installazione che prevede l'accostamento del cartellone reale con quello animato.

PUPI A 360 GRADI

Pupi a 360 gradi è un'opera intersettoriale che intreccia i linguaggi dell'opera dei pupi, del film documentario e delle nuove tecnologie. Il progetto si avvale di tecnologie sperimentali, sia in fase di ripresa – attraverso le riprese a 360 gradi con un apposito sistema di una action camera – che in fase di fruizione. Lo spettatore non è più frontale alla vicenda ma al centro di uno spazio sferico capace di inviare stimoli da ogni direzione. Per un maggiore impatto sensoriale, in collaborazione con la regia, il puparo ha "riposizionato" alcuni elementi scenografici, personaggi e suoni in modo da sfruttare al massimo le possibilità espressive di questa nuova tecnologia. Per fruire dell'opera, saranno utilizzati degli occhiali Oculcus Go per la realtà virtuale.

IN TWO MINDS – IN TWO PUPPETS DI KEVIN ATHERTON

L'opera è una trasposizione con pupi siciliani di una video installazione preesistente di Kevin Atherton dal titolo In Two Minds. L'opera metteva a confronto l'artista da giovane e l'artista oggi, sessantenne, attraverso il linguaggio della videoarte: i due Kevin conversavano attraverso una botta e risposta ricreato con la proiezione frontale di due video di cui il primo riproduceva il giovane mentre poneva delle domane, mentre il secondo riproduceva il vecchio, mentre dava una risposta. Un'opera che travalicava il trascorrere degli anni: pensata in gioventù è stata conclusa trent'anni dopo sfruttando il linguaggio artistico della cinepresa e ponendo interessanti interrogativi sul tema del doppio e dell'identità
Partendo da quella idea originaria, Kevin Atherton svilupa un nuovo progetto artistico che fonde i linguaggi dell'arte contemporanea e del video con quelli dell'opera dei pupi siciliani giocando sui temi del doppio, inevitabilmente richiamati dal teatro di figura e dai suoi attori – pupi, marionette, burattini.
In Two the Puppets è una video installazione che mette in scena una video-conversazione tra due pupi siciliani, appositamente creati da Salvo Bumbello secondo le tecniche costruttive e con gli strumenti tradizionali dell'opera dei pupi ma raffiguranti un soggetto nuovo: l'artista, da giovane e l'artista sessantenne. Partendo da una critica di se stesso come artista e da una messa in discussione del proprio ruolo nell'opera, i due pupi criticano con ironia l'arte contemporanea pur conoscendo la verità ontologica di se stessi come marionette.

THE PALACE OF RAW DREAMS

L'opera è una video-installazione realizzata dall'artista inglese contemporanea Judith Cowan, in collaborazione con il Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino.
Esposta per la prima volta al Canary Wharf di Londra nel 2012, costituisce una delle due installazioni dell'opera The Stuff of Raw Dreams. L'idea nasce dalla visita del Museo Pasqualino che l'artista fece nel 2003 cui seguì una seconda visita, diversi anni dopo, nel 2012, per la realizzazione del film The Palace of Raw Dreams.
Il film racconta per frammenti visivi uno spettacolo dell'opera dei pupi, che qui Judith Cowan analizza in modo personale. La scena è osservata sia dal punto di vista del pupo che sta sul palco, sia da quello del pubblico. La forma narrativa è un compendio gestuale, visivo, sonoro di grande impatto, ma l'aspetto che Judith Cowan pone in risalto è quello della performance, accentuato dall'uso contemporaneo di camere differenti, a volte posizionate sul corpo stesso dei pupi. Spostando lo sguardo dal centro, le immagini assumono un nuova configurazione, che si muove tra senso di mistero e oggetto osservato, impossibilità della narrazione nella sua rituale continuità, sovvertimento dei ruoli. La sequenza perde il rigore della struttura e dell'immagine, e si ripete all'infinito, muovendosi veloce tra testimonianza ed invenzione, pronta a riscrivere la modalità di fruizione.

ANGELICA

Il video di Judith Cowan propone una versione di Angelica, la marionetta conservata al museo delle marionette Antonio Pasqualino, in cui la tradizione incontra la contemporaneità. Immagini che si susseguono senza interruzione, frammenti di un combattimento, parti di  corpi sia di pupi che di uomini. Ogni figure non viene mostrata mai nella sua interezza, a volte queste compaiono capovolte. La fruizione appare incompleta le immagini scorrono dall'alto verso il basso, ciò che viene narrato è complesso, incerto. È Angelica che connette i fatti ed è lei che li porta da una dimensione all'altra. Angelica, manovrata e manovratrice, è senza tempo che si trovi su di un palco o per le strade di una città.

Qui il programma integrale del Festival: www.museodellemarionette.it

Tutti gli spettacoli sono a ingresso gratuito

 

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