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Magazzino 18 in scena al Biondo

(dal 15 Aprile 2015 al 24 Aprile 2015)

Nell'ambito della stagione 2014/2015 del Teatro Biondo Stabile di Palermo, andrà in scena: Magazzino 18 dal 15 al 24 aprile 2015 - Sala Grande Magazzino 18 di Simone Cristicchi e Jan Bernas scene Paolo Giovanazzi luci Nino Napoletano musiche e canzoni inedite Simone Cristicchi musiche di scena e arrangiamenti Valter Sivilotti regia Antonio Calenda con Simone Cristicchi diretta da Valter Sivilotti produzione Promo Music / Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia Al Porto Vecchio di Trieste c'è un 'luogo della memoria' particolarmente toccante: il Magazzino 18. Racconta di una pagina dolorosa della storia d'Italia. Con il trattato di pace del 1947 l'Italia perdette vasti territori dell'Istria e della fascia costiera, e circa 300 mila persone scelsero - davanti a una situazione intricata e irta di lacerazioni - di lasciare le loro terre natali destinate a non essere più italiane. Non è difficile immaginare quale fosse il loro stato d'animo, con quale sofferenza intere famiglie impacchettarono tutte le loro cose e si lasciarono alle spalle le loro città, le case, le radici. Simone Cristicchi è rimasto colpito da questa pagina della nostra storia e ha deciso di ripercorrerla in una canzone e in un testo teatrale che prende il titolo proprio da quel luogo di Trieste, dove gli esuli - prossimi ad affrontare lunghi periodi in campi profughi o viaggi verso lontane mete nel mondo - lasciavano le loro proprietà, in attesa in futuro di rientrarne in possesso. Il pubblico seguirà l'avventura di uno sprovveduto archivista romano, inviato dal Ministero a redigere un inventario; incontrerà lo 'spirito delle masserizie' e gli altri protagonisti nascosti tra gli oggetti: una sedia, accatastata assieme a molte altre, porta un nome, una sigla, un numero e la scritta 'Servizio Esodo'. E poi, materassi, letti, stoviglie, fotografie, poveri giocattoli, altri oggetti, altri numeri, altri nomi, altre storie. In una messinscena che intreccia con sensibilità documentazione storica e poesia, Cristicchi parte da quegli oggetti privati e semplici, per riportare alla luce le vite che vi si nascondono: le narra schiettamente e passa dall'una all'altra cambiando registri vocali, costumi, atmosfere musicali, in una koiné di linguaggi che trasfigura il reportage storico in una forma nuova, una specie di 'Musical-Civile'. Video proiezioni, musica, canzoni e fotografie accompagneranno il pubblico verso un finale che è un tributo alle vittime, e nello stesso tempo la visione di un futuro possibile. Fondamentale l'apporto della FVG Mitteleuropa Orchestra, che esegue dal vivo la partitura dello spettacolo, nel quale si alternano musiche e canzoni inedite dello stesso Cristicchi.