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Soirèe Roland Petit

(dal 15 Giugno 2016 al 19 Giugno 2016)

Eleonora Abbagnato torna a danzare al Teatro Massimo di Palermo. E lo fa, a partire da mercoledì 15 giugno e fino al 19, con 'Soirée Roland Petit', una scelta di coreografie in omaggio al grande maestro francese che fece di lei la sua musa, dopo averla scelta nel 1990 per il ruolo di Aurora bambina ne La Bella addormentata. Il programma dedicato a Roland Petit (L'Arlésienne e Le Jeune Homme e la Mort) si completa con la coreografia Stabat Mater firmata da Benjamin Pech, étoile dell'Opéra di Parigi, creata in questa occasione per la Abbagnato e per il Teatro Massimo di Palermo e presentata in prima assoluta. Torna la grande danza, quindi, per una serata dedicata allo straordinario coreografo (nato nel 1924 e morto nel 2011) che è stato una delle figure più rilevanti del balletto nella seconda metà del Novecento. I balletti di Roland Petit in programma sono Le Jeune Homme e la Mort e L'Arlésienne, il primo realizzato agli esordi della sua attività coreografica, nel 1946, il secondo nel 1974, creato subito dopo il trasferimento da Parigi a Marsiglia, per fondare la mitica compagnia di balletto (Ballet de Marseille, poi divenuto Ballet National de Marseille-Roland Petit). Quando Roland Petit creò Le Jeune Homme e la Mort (libretto di Cocteau con musica di Johann Sebastian Bach), considerato unanimemente un capolavoro e interpretato nel corso del tempo da grandi stelle della danza maschile come Nureyev, Baryshnikov, Roberto Bolle, aveva soltanto ventidue anni. 'Per la scenografia di quello che chiamò un mimodrame - racconta Daniela Cecchini nel programma di sala - immaginò un mondo alla Baudeleire, dove 'la bellezza si contaminava al sordido e all'ignobile'. Un letto disfatto, poche sedie, un drappo, un tavolo, una trave con una corda. Lo scenario è un misero atelier di pittura, ammantato da un'atmosfera cupa che avvolge il protagonista, oppresso da se stesso, sprofondato in un clima pienamente esistenzialista. L'attesa angosciata dell'amante si accompagna in modo inquietante a un simultaneo vuoto di senso. La trama è semplice: un giovane pittore sta aspettando la visita della sua donna. All'arrivo lei mostra un atteggiamento ambiguo: si lascia prendere, si avvicina, seduce e si allontana. Alle richieste pressanti di lui e alle minacce di suicidio si mostra sprezzante, già distante. Esce di scena infine per lasciare il passo alla morte che si manifesta sotto le sembianze di una dama in giallo. Indossa una maschera che dopo una scena di gelida seduzione viene allegoricamente trasferita sul volto del giovane, che subito dopo si toglie la vita'. Partner di Eleonora Abbagnato per Le Jeune Homme et la Mort è Stéphane Bullion, anch'egli étoile dell'Opéra di Parigi e danzatore tra i prediletti da Roland Petit. La tensione di un finale tragico è presente anche ne L'Arlésienne, un balletto narrativo che Roland Petit creò su una novella del 1866 di Alphonse Daudet, ispirata dal suicidio di un nipote dello scrittore e poeta: Frédéric Mistral. Al centro della vicenda c'è l'ossessione del protagonista, Frédéri, per una donna arlesiana amata e perduta. La passione per lei non si è mai dissolta né il fidanzamento con Vivette riesce a risolvere il conflitto. L'uomo, alla fine, disperato, si uccide. Il dramma di una passione che conduce alla follia e alla morte si sviluppa in un'unica giornata, durante la festa di Sant'Eligio, nel corso di una travolgente farandola, una danza popolare provenzale eseguita da uomini e donne che si tengono per mano. Per L'Arlésienne danzano Silvia Azzoni, prima ballerina all'Hamburg Ballet e Alessandro Riga, bailarín principal della Compañia Nacional de Danza di Madrid, con il Corpo di ballo del Teatro Massimo. Il programma si completa con una coreografia firmata da Benjamin Pech, étoile dell'Opéra di Parigi, creata in questa occasione per la Abbagnato e per il Teatro Massimo di Palermo e presentata in prima assoluta. Orchestra e corpo di ballo del Teatro Massimo. Allestimento del Teatro dell'Opera di Roma.

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