Cos'è
“Sacrificare il sacro”: una conferenza della studiosa Flaminia Ferlito al Teatro Massimo di Palermo, per ricostruire la storia del Teatro sorto su un terreno profondamente intriso di sacralità e cultura. Sabato 16 maggio ore 18:00 | Sala ONU. In collaborazione con Fondazione Palazzo Butera e Bibliotheca Hertziana - Istituto Max Planck.
Palermo, 12 maggio 2026. Oltre a essere un capolavoro dell’architettura di fine Ottocento, il Teatro Massimo è il risultato di una delle più affascinanti trasformazioni urbane d’Europa. Sabato 16 maggio alle ore 18:00, nella Sala ONU del Teatro Massimo, la storica dell’arte Flaminia Ferlitocon la conferenza “Sacrificare il sacro”,presenterà i risultati di uno studio che riporta alla luce il tessuto urbano, artistico e umano su cui sorse il Teatro, inaugurato il 16 maggio del 1897e dove, a partire dal 1868, un intero quartiere nel cuore del centro storico venne radicalmente ridisegnato. In questo processo scomparvero quattro complessi religiosi: San Francesco alle Stimmate, San Giuliano, Sant’Agata alle Mura e Santa Marta. Tuttavia, come dimostra la ricerca di Flaminia Ferlito, non tutto andò perduto. Attraverso una rilettura critica e l’analisi di fonti archivistiche inedite, dallo studio emergono le tracce di un patrimonio straordinario rimasto a lungo disperso. Opere, frammenti e memorie riemergono da una storia di cancellazione solo apparente: ne sono esempio gli straordinari stucchi di Giacomo Serpotta, oggi conservati presso l’Oratorio dei Bianchi, testimonianza di un’eredità artistica che continua a vivere nella memoria della città.
Lo studio, sviluppato nell'ambito della collaborazione tra la Bibliotheca Hertziana e Palazzo Butera, propone così, a distanza di 129 anni esatti dall’inaugurazione del Teatro, uno sguardo nuovo su questa profonda metamorfosi e sul Teatro Massimo divenuto un simbolo della comunità cittadina e sorto su un terreno già profondamente intriso di sacralità e cultura.