“Le associazioni dello Zen hanno chiarito con grande senso di responsabilità che non esistono elementi per parlare di un’intimidazione nei loro confronti. Ed è giusto ascoltare chi quel territorio lo vive ogni giorno.
Ma questo non rende quanto accaduto meno grave. Semmai il contrario.
Perché se non siamo davanti a un atto mirato contro specifiche realtà sociali, allora resta un dato ancora più inquietante: nella nostra città si continua a sparare con una preoccupante normalità, anche vicino a luoghi frequentati quotidianamente da bambini, famiglie, operatori sociali.
Ed è questo il punto che dovrebbe interrogare profondamente e seriamente le istituzioni, ad ogni livello.
Non ci si può limitare a rincorrere l’emergenza o affidarsi a dichiarazioni di circostanza dopo ogni episodio. Serve un lavoro serio e continuo sulle periferie, sulla prevenzione sociale, sulla dispersione scolastica, sul disagio minorile, sulla povertà educativa e sulla presenza dello Stato nei territori.
Lo Zen non è soltanto il luogo in cui avvengono episodi di violenza. È anche il luogo in cui, ogni giorno, associazioni, educatori ed educatrici e cittadini e cittadine costruiscono relazioni, opportunità e comunità. Ed è da lì che bisogna partire.
Per questo il compito delle istituzioni tutte, a partire dal Consiglio comunale e dall’amministrazione, non può fermarsi alla solidarietà formale dopo i fatti di cronaca.
Bisogna sostenere in maniera concreta, continuativa e strutturale le realtà che ogni giorno tengono aperti spazi educativi, sociali e di comunità nei quartieri più difficili della città”.
Lo dichiara la consigliera comunale del Partito Democratico, Mariangela Di Gangi.