Descrizione
L’opera, offerta dall’artista e dall’Associazione culturale Festina lente, è stata affidata al sindaco Roberto Lagalla. Sarà portata ad Assisi dall’assessore Fabrizio Ferrandelli, in rappresentanza del Comune di Palermo, in occasione delle celebrazioni del 4 ottobre.
Un dipinto di Pippo Madè dedicato a Francesco e Chiara sarà donato alla Basilica Papale di San Francesco in Assisi in occasione del 4 ottobre, festa del patrono d’Italia, nell’anno dell’ottavo centenario della sua morte. A portare l’opera nella città umbra, durante le manifestazioni francescane, sarà l’assessore Fabrizio Ferrandelli, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale di Palermo. L’assessore la consegnerà ufficialmente, durante la manifestazione, nelle mani del Custode del Sacro Convento, fra Marco Moroni.
Realizzato in tecnica mista su carta in fibra di cotone, nel formato di 70 × 100 centimetri, il dipinto è stato consegnato gratuitamente dall’artista e dall’Associazione culturale Festina lente nelle mani del sindaco Roberto Lagalla, affinché giunga alla Basilica attraverso la rappresentanza istituzionale della città. La scelta di procedere alla donazione insieme al Comune è stata condivisa dai promotori e dall’Amministrazione, dando all’omaggio dell’artista palermitano una dimensione civica.
«Accogliere nelle mani dell'Amministrazione comunale questa preziosa opera di Pippo Madè è per Palermo un onore e, al tempo stesso, una responsabilità. Portarla ad Assisi e donarla alla Basilica di San Francesco significa infatti affidare a un luogo simbolo della spiritualità francescana un pezzo della nostra città, della sua cultura e della sua tradizione artistica.
Il gesto di Madè - afferma il sindaco Roberto Lagalla - assume un significato ancora più profondo nell'ottavo centenario della morte di San Francesco. Francesco e Chiara, così come sono rappresentati nell'opera, ci parlano attraverso un'immagine di semplicità, fraternità e armonia con il creato: valori che appartengono alla loro testimonianza e che conservano una straordinaria attualità.
Sono particolarmente lieto che sia il Comune di Palermo a farsi tramite di questo dono. Il rapporto tra Palermo e Assisi è un rapporto fatto di cultura, spiritualità e persone, e questa opera contribuisce a rafforzarlo. Ringrazio Pippo Madè e l'Associazione Festina lente per aver voluto condividere con la città questo importante gesto e l'assessore Fabrizio Ferrandelli, che rappresenterà Palermo ad Assisi e consegnerà personalmente l'opera alla Basilica. È un modo bello e concreto per ricordare San Francesco nell'anno del suo ottavo centenario: attraverso l'arte, la bellezza e un gesto di amicizia che parte da Palermo e raggiunge Assisi».
Nell’opera, firmata e datata 2026, Madè dispone Francesco e Chiara frontalmente, a piedi nudi, con le braccia aperte e le mani che si incontrano al centro. Francesco occupa la metà luminosa della composizione, immersa nell’azzurro e dominata da un sole dorato; Chiara emerge da un cielo blu profondo, disseminato di stelle, con un grande disco lunare alle spalle. Il gesto delle mani attraversa il confine fra i due campi cromatici e costituisce il fulcro affettivo del dipinto: rende visibile una vicinanza spirituale, espressa attraverso la semplicità del contatto.
L’accostamento del sole e della luna richiama l’universo poetico del Cantico delle Creature. La luce del giorno e il cielo notturno partecipano alla rappresentazione dei due santi, suggerendo una continuità fra esperienza umana e creato. I toni caldi dei sai percorrono entrambe le metà dell’immagine e ne rafforzano l’unità, mentre il disegno netto conferisce alle figure una presenza immediatamente riconoscibile.
La frontalità e lo spazio privo di profondità prospettica richiamano modi propri dell’immagine devozionale e dell’iconografia medievale, riletti attraverso il linguaggio figurativo di Madè. Le superfici dorate e argentee, realizzate a mano con foglia a missione, accentuano la dimensione luminosa della scena; i volti e le mani mantengono una prossimità umana che rende accessibile il soggetto sacro. In questa relazione fra solennità dell’immagine e familiarità del gesto risiede uno degli aspetti più significativi dell’opera.
La donazione prosegue un rapporto consolidato fra Madè e Assisi. La sua produzione religiosa comprende la Via Crucis su pietra lavica per il Chiostro dei Morti della Basilica e il ciclo del Santo Rosario ospitato nel Salone Romanico. Anche il Presepe incantato, realizzato in vetro di Murano con i maestri vetrai Loredano e Dino Rosin, è stato esposto nella Basilica francescana.
«Il mio legame con la Basilica di San Francesco risale agli anni Settanta ed è cresciuto attraverso l’amicizia con padre Nicola Giandomenico e padre Vincenzo Coli, entrambi Custodi del Sacro Convento, che ricordo con affetto e gratitudine – dichiara Pippo Madè –. È un rapporto che ha accompagnato la mia vita e il mio lavoro e che prosegue ancora oggi con l’attuale Custode, fra Marco Moroni. Donare quest’opera significa dare continuità a una storia alla quale mi sento profondamente legato, offrendo attraverso la pittura il mio omaggio a san Francesco nell’ottavo centenario della sua morte».