Dichiarazione Di Gangi (PD): “Il Consiglio evita un danno agli operatori culturali. Ma resta un metodo sbagliato dell’Amministrazione”

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Solo grazie all’approvazione odierna in Consiglio comunale della variazione di bilancio e dell’incameramento delle risorse del Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS), è stato possibile garantire la copertura dell’avviso emanato dall’Assessorato alla Cultura

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21 Marzo 2026

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“Solo grazie all’approvazione odierna in Consiglio comunale della variazione di bilancio e dell’incameramento delle risorse del Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS), è stato possibile garantire la copertura economica dell’avviso pubblico emanato dall’Assessorato alla Cultura con scadenza 18 marzo.

Un passaggio tutt’altro che scontato, perché senza questa approvazione, quell’avviso era tecnicamente privo di copertura, con un potenziale danno diretto per operatori e operatrici culturali che hanno partecipato in buona fede.

Il Consiglio comunale ha scelto responsabilmente di non scaricare sulle realtà culturali della città le conseguenze di una gestione discutibile, evitando che a pagare fossero ancora una volta lavoratori e lavoratrici del settore.

Abbiamo però posto la questione politica con chiarezza in aula: perché pubblicare un avviso senza avere la certezza della copertura economica e l’ok del Consiglio comunale prima di procedere?

Soprattutto perché questa scelta si accompagna, ancora una volta, a un’impostazione dell’avviso che ripropone le stesse criticità già evidenziate negli anni: criteri troppo generici, assenza di una definizione chiara di cosa si intenda per periferia e margini eccessivi di discrezionalità nelle valutazioni. Elementi che in passato hanno prodotto scelte quantomeno discutibili.

Eppure non siamo di fronte a uno strumento nuovo o sperimentale. Si tratta di risorse ormai consolidate, che negli anni hanno consentito ad altre città di costruire una visione chiara, definendo anche attraverso questo fondo delle priorità, obiettivi e ambiti di intervento per orientare davvero le politiche culturali nei territori.

A Palermo, invece, si continua a procedere senza una chiara direzione pubblica, limitandosi a riproporre schemi già visti e indicazioni generiche, senza cogliere l’occasione per qualificare meglio gli interventi e dare un indirizzo preciso alla programmazione culturale.

Un’impostazione che finisce per svuotare il senso stesso di questo finanziamento, che dovrebbe essere uno strumento di politica culturale per valorizzare aree periferiche e realizzare azioni di inclusione sociale.

Ribadiamo che serve un cambio di passo sulle politiche culturali. La cultura non può essere terreno di, bene che vada, improvvisazione, ma uno strumento serio di inclusione e sviluppo dei territori”.

Lo dichiara la consigliera comunale del Partito Democratico Mariangela Di Gangi.

Ultimo aggiornamento: 21/03/2026


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