Descrizione
«Negli ultimi mesi, a seguito dei gravi episodi di violenza e di delinquenza che hanno colpito Palermo, diverse istituzioni hanno ritenuto opportuno organizzare iniziative pubbliche per promuovere la legalità, scegliendo come luogo simbolico la chiesa del quartiere ZEN.
In alcuni casi, tali iniziative si sono rivelate poco più che eventi spot, utili a lanciare messaggi di circostanza, esponendo il parroco in prima linea e lasciandolo oggi, di fatto, solo.
La reazione della parte marcia dello ZEN 2 è stata purtroppo chiara e inequivocabile: un attacco diretto allo Stato, identificato proprio nella Chiesa che aveva aperto le porte a tutti per affermare un principio semplice ma fondamentale: basta alla delinquenza, basta all’arroganza criminale.
Oggi il parroco è rimasto solo.
E lo Stato dov’è?
Non si può continuare a gestire con superficialità un degrado sociale così profondo e pericoloso. Non bastano le passerelle, non bastano gli eventi simbolici, non basta “esserci” per un giorno. Servono presenza costante, protezione reale, azioni concrete e coordinate.
La Prefettura e lo Stato hanno il dovere di assumersi fino in fondo la responsabilità di quanto sta accadendo.
Lasciare soli i presìdi di legalità, civili e religiosi, non è più tollerabile.
Chi ha scelto di esporsi per difendere la comunità non può essere abbandonato.
La legalità non è uno slogan: è una presenza quotidiana».