Cos'è
La Città di Palermo presenta Sogno, Realtà, Rinascita, una mostra site specific di Angela Carrubba Pintaldi che inaugurerà l’11 luglio 2026 e sarà visibile fino al 7 agosto. L’esposizione riunisce nuove tele realizzate in dialogo con gli spazi della Biblioteca Comunale Leonardo Sciascia, e della Chiesa dei Santi Crispino e Crispiniano e un manto dedicato a Santa Rosalia, opera-evento che sintetizza il rapporto dell’artista con la materia, il rito e il territorio siciliano. La mostra propone un percorso sensoriale in cui gesto, polvere e luce trasformano la sala espositiva in luogo di memoria e rinascita.
Sogno, Realtà, Rinascita, a cura di Alberto Mugnaini, esplora tre registri intrecciati: il sogno come desiderio di un ritorno, la realtà come materia e paesaggio del luogo, la rinascita come atto performativo di perenne rinnovamento. Le opere site specific nascono dall’incontro tra le terre e i pigmenti scelti dall’artista e le superfici architettoniche della Biblioteca e della Chiesa; il manto di Santa Rosalia è presentato come oggetto-evento, risultato di un processo performativo che ne conserva la traccia corporea e rituale. Il percorso espositivo invita il visitatore a percepire la pittura non solo come immagine ma come residuo di un gesto che ha attraversato luogo e comunità.
Le tele e il manto in mostra incarnano una pratica artistica che fonde materia tellurica e gesto rituale. La polvere e le terre non sono semplici medium: sono depositi di memoria territoriale che trasformano la superficie pittorica in mappa sensoriale. Collocando il manto in uno spazio pubblico e culturale, l’artista riattiva la dimensione sacra come ierofania contemporanea, offrendo una forma di sacralità partecipata e laica. La mostra propone così una riflessione sul rapporto tra arte, rito e comunità.
Angela Carrubba Pintaldi sviluppa una pratica che attraversa pittura materica, performance site specific e gioielleria-scultura. Le sue opere nascono spesso in dialogo con luoghi carichi di storia e devozione; la scelta di terre e pigmenti rimanda al paesaggio mediterraneo e alla memoria collettiva. Carrubba Pintaldi lavora il gesto come rito e la materia come voce del territorio.