Cos'è
Vi sono città che si raccontano attraverso i loro monumenti e città che si comprendono soltanto percorrendone i margini. Le periferie non sono semplicemente luoghi lontani da un centro geografico; sono territori nei quali si depositano memorie, linguaggi, identità e aspirazioni che spesso sfuggono alle narrazioni ufficiali. È in questi spazi che la cultura può recuperare una delle sue funzioni più antiche: creare legami, produrre senso, trasformare la semplice convivenza in comunità.
Nasce da questa consapevolezza “Voci di Periferia - Nuove Consonanze”, progetto promosso dall’associazione MusicaMente di Palermo e realizzato con il contributo del ministero della Cultura, nell’ambito dell’avviso pubblico per l’erogazione di contributi ad attività professionali di spettacolo dal vivo finanziate attraverso il Fondo Nazionale dello Spettacolo (FNS) nelle aree periferiche del Comune di Palermo e della Città Metropolitana.
Dal 12 giugno al 29 ottobre 2026, il festival attraverserà quartieri e comuni metropolitani proponendo un itinerario artistico in cui musica, teatro e narrazione diventano strumenti di lettura del territorio e occasioni di incontro tra generazioni, sensibilità e storie differenti.
L’iniziativa si inserisce in un percorso costruito negli anni, che ha progressivamente consolidato una presenza culturale stabile in contesti spesso esclusi dai principali circuiti dello spettacolo dal vivo. Non si tratta soltanto di portare eventi dove normalmente non arrivano, ma di riconoscere che quei luoghi possiedono già una propria ricchezza simbolica e una propria capacità narrativa. L’arte, in questo senso, non giunge come elemento estraneo, bensì come occasione per rendere visibile ciò che già esiste.
La programmazione comprende sette appuntamenti che coinvolgono artisti di riconosciuto valore e giovani interpreti provenienti dai percorsi formativi del territorio. In questa compresenza di esperienza e ricerca si manifesta una delle caratteristiche più significative del progetto: la trasmissione dei saperi artistici come pratica viva, capace di generare nuove professionalità e nuovi linguaggi.
Particolarmente emblematico appare lo spettacolo “Canti, Cunti e Tesori della Palermo Normanna”, ospitato presso San Giovanni dei Lebbrosi. In un luogo che conserva le tracce di stratificazioni culturali secolari, musica e racconto si intrecciano per restituire al pubblico la complessità di una memoria che non appartiene soltanto al passato, ma continua a interrogare il presente. La Palermo normanna diventa così non soltanto un patrimonio storico da celebrare, ma una chiave interpretativa per comprendere la natura plurale dell’identità siciliana.
Accanto agli spettacoli, il progetto dedica un’attenzione particolare ai più giovani attraverso laboratori e percorsi partecipativi realizzati in collaborazione con gli istituti scolastici del territorio. In un tempo in cui la cultura rischia talvolta di essere percepita come consumo individuale, queste attività restituiscono valore alla dimensione collettiva dell’esperienza artistica, trasformando bambini e ragazzi da semplici spettatori in protagonisti attivi del processo creativo.
Non meno significativa è la presenza di appuntamenti dedicati all’immaginazione e al racconto, come “Girofatando” e “I racconti di Lilith e Oberon”, che riportano al centro la funzione educativa e civile della narrazione. Le fiabe, infatti, non rappresentano un’evasione dalla realtà, ma uno dei modi più antichi attraverso cui le comunità hanno imparato a raccontare se stesse.
Attraversando quartieri come Settecannoli, Sperone, Pallavicino e Mondello Valdesi, insieme ai comuni di Baucina e Gangi, il festival costruisce una geografia culturale che supera le distanze fisiche e simboliche. Ogni luogo diventa una tappa di un racconto più ampio, nel quale la cultura si configura come pratica di ascolto, riconoscimento e partecipazione.
In questo senso, “Voci di Periferia - Nuove Consonanze” non è soltanto una rassegna di spettacoli, ma un progetto che invita a rileggere il territorio attraverso l’arte, riconoscendo nelle periferie non uno spazio marginale, bensì uno dei luoghi privilegiati in cui immaginare il futuro delle nostre comunità.
La musica attraversa i luoghi. Le storie uniscono le persone. La cultura genera comunità.