Gestione spiaggia Mondello – Dichiarazione consiglieri Argiroffi e Forello

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Esprimiamo profonda preoccupazione e netta contrarietà rispetto a questa decisione, sia nelle conclusioni sia nelle motivazioni che la sostengono

Data:

22 Maggio 2026

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«A pochi giorni dall’anniversario della strage di Capaci, Palermo si ritrova davanti a una vicenda che racconta in modo emblematico tutto ciò che ancora non funziona nel rapporto tra istituzioni, gestione del bene pubblico e legalità.

Con l’ordinanza cautelare pubblicata il 21 maggio 2026, il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha sospeso fino al 30 settembre la decadenza delle concessioni demaniali sulla spiaggia di Mondello.

Il risultato è che, per l’intera stagione balneare 2026, la gestione del litorale più celebre della città resterà nelle mani della stessa società concessionaria destinataria di una misura di prevenzione collaborativa antimafia ai sensi dell’art. 94-bis del Codice antimafia, applicata dal Prefetto di Palermo per la durata massima prevista di dodici mesi.

Esprimiamo profonda preoccupazione e netta contrarietà rispetto a questa decisione, sia nelle conclusioni sia nelle motivazioni che la sostengono.

Una scelta che rischia di trasmettere un messaggio gravissimo sul piano simbolico e istituzionale, soprattutto in una città che ha pagato con il sangue dei suoi servitori dello Stato la lotta contro Cosa Nostra.

Tuttavia, il problema non riguarda esclusivamente il pronunciamento del CGA.

La responsabilità politica e amministrativa investe in pieno anche la Regione Siciliana e il Comune di Palermo, la cui inerzia e inadeguatezza hanno creato le condizioni perché questa situazione si verificasse.

L’ordinanza del CGA contiene infatti un durissimo atto d’accusa nei confronti della Regione.

I giudici evidenziano che:

non è stata effettuata una corretta e tempestiva programmazione della gestione dell’arenile;

non è stata garantita la continuità del servizio in vista dell’avvio della stagione balneare;

non sono stati predisposti per tempo gli strumenti necessari a consentire un ordinato subentro di nuovi concessionari;

i bandi per le nuove concessioni sono stati pubblicati soltanto a ridosso dell’estate e successivamente sospesi, aggravando il pregiudizio per l’interesse pubblico.

In sostanza, chi aveva il compito di organizzare l’uscita del vecchio concessionario e assicurare una gestione alternativa, trasparente e pienamente affidabile non lo ha fatto.

E così, paradossalmente, a beneficiare dell’inerzia amministrativa è stata proprio l’impresa che si intendeva sostituire.

Anche il Comune di Palermo esce fortemente ridimensionato da questa vicenda.

Il cosiddetto “Piano Spiaggia Mondello”, approvato dalla Giunta il 29 aprile 2026 e presentato come misura straordinaria, è stato giudicato insufficiente dallo stesso CGA.

Secondo i giudici, le misure previste dal Comune prescindono dall’oggetto della concessione e sarebbero comunque dovute, indipendentemente dalla decadenza. Inoltre, la stessa amministrazione comunale ha certificato una copertura economica limitata a soli due mesi e non all’intera stagione balneare.

La sostanza resta drammatica nella sua semplicità: la spiaggia simbolo di Palermo continuerà a essere gestita da una società sottoposta a vigilanza antimafia.

Tutto questo accade mentre Palermo si prepara a commemorare il 23 maggio 1992 e la strage di Capaci.

Una città che ha costruito la propria identità civile attorno al sacrificio di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e degli agenti della scorta merita istituzioni capaci di trasformare gli strumenti antimafia in risultati concreti, non di vanificarli attraverso inefficienze, ritardi e scelte contraddittorie.

Per queste ragioni riteniamo necessario un forte segnale civico da parte della cittadinanza.

Seguendo l’esempio delle campagne di consumo critico promosse da Addiopizzo, invitiamo i palermitani a scegliere realtà balneari che hanno dimostrato coraggio e resistenza alle pressioni criminali, come i lidi di Isola delle Femmine e Capaci, recentemente colpiti da gravi intimidazioni e richieste estorsive.

La legalità non può restare uno slogan celebrativo.

Deve tradursi in scelte concrete, amministrative, economiche e civiche».

Lo dichiarano i consiglieri comunali del gruppo OSO -Controcorrente, Giulia Argiroffi e Ugo Forello.

Ultimo aggiornamento: 22/05/2026


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