“È gravissimo che si arrivi a invitare di fatto apertamente al boicottaggio del corteo del 23 maggio promosso dalla società civile palermitana.
Sarebbe grave da parte di chiunque e verso ogni forma di antimafia costruita dal basso. Lo è ancora di più se questo messaggio arriva dalla Fondazione Falcone, anche per i sempre più stretti legami con la politica e per il riconoscimento che la politica continua a darle, insieme al supporto finanziario, diretto o indiretto, che continua a ricevere.
Dopo i manganelli sotto l’Albero Falcone e dopo la scelta di anticipare il minuto di silenzio, si compie oggi un ulteriore passo gravissimo: provare a delegittimare una manifestazione antimafia costruita dal basso, partecipata ogni anno da migliaia di cittadine, cittadini, studentesse e studenti.
Io sarò al corteo e sarò all’Albero Falcone per ricordare Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. E sono certa che, ancora una volta, Palermo risponderà con una partecipazione larga e consapevole.
Perché in questi anni il corteo ha rappresentato uno spazio autentico di antimafia sociale, di richiesta di verità e giustizia, di partecipazione popolare e di impegno civile.
Nei giorni in cui Palermo torna a fare i conti con segnali inquietanti di violenza mafiosa, intimidazioni e manifestazioni di controllo criminale del territorio, la nostra città ha bisogno dell’impegno di tutte e tutti.
Ed è esattamente questo il lascito più profondo di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Pio La Torre, Rocco Chinnici, Piersanti Mattarella e tutte le donne e gli uomini che hanno pagato con la vita la loro lotta contro la mafia.
Un’antimafia che tiene insieme repressione giudiziaria e giustizia sociale, legalità quotidiana e ricerca incessante della verità.
Ma certamente non ha bisogno di ambiguità né di espliciti inviti a boicottare l’antimafia delle cittadine e dei cittadini”.
Lo dichiara la consigliera comunale del Partito Democratico Mariangela Di Gangi.