Descrizione
A parte la palese presa in giro nel ritenere possibile completare in due mesi estivi — segnati da un caldo atroce che ha di fatto impedito la normale esecuzione dei lavori — più chilometri di quanti ne siano stati realizzati in anni, si trattava con ogni evidenza di un mero gioco di comunicazione. Un tentativo di posticipare la presa di consapevolezza di un fallimento enorme, ormai sotto gli occhi di tutti e che la città considera a tutti gli effetti una barzelletta.
Con questa nota ministeriale abbiamo la conferma che gli uffici e, soprattutto, l’Assessore che intrattiene i rapporti politici stanno giocando con le esigenze della città e con i diritti dei cittadini. Ora la conseguenza diretta sarà l'obbligo di restituire i 7,5 milioni di euro destinati al secondo lotto. A voce, l’Assessore sostiene che il mancato rispetto dei termini non comporterà la restituzione di quanto non realizzato nel primo lotto (a cui mancava ancora 1,8 km), ma come la storia ci dimostra ogni giorno di più, le dichiarazioni dell’Assessore Maurizio Carta non sono attendibili.
Siamo davanti a un disastro annunciato: piste ciclabili progettate senza alcun criterio e con così poca convinzione che, alle prime critiche di una città che vive i cambiamenti con paura, l’amministrazione ha saputo solo fare passi indietro. Ora la restituzione delle somme avrà conseguenze pesantissime sulle casse comunali.
Chi pagherà per questi errori e per questi danni? Parliamo di un danno non solo economico, legato alle risorse da restituire, ma soprattutto infrastrutturale: Palermo continua a non avere una rete di mobilità sostenibile adeguata a causa della totale assenza di pianificazione, progettazione e capacità realizzativa.
Riteniamo che l’Assessore Carta abbia dimostrato abbondantemente la propria inadeguatezza al ruolo coperto. Per rispetto della città e dei palermitani, farebbe bene a fare un passo indietro e rassegnare le dimissioni."