Centro sociale di via Di Vittorio. Dichiarazione presidente seconda Circoscrizione Federico

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Sul centro sociale di via Di Vittorio, allo Sperone, assistiamo a una situazione paradossale

Data:

21 Agosto 2026

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«Sul centro sociale di via Di Vittorio, allo Sperone, assistiamo a una situazione paradossale: da una parte il Comune investe risorse pubbliche per recuperare e restituire dignità a un bene, dall’altra lo lascia chiuso per un anno, esposto al degrado e all’incuria. Così si rischia di vanificare quanto di buono è stato fatto.
In questa vicenda va riconosciuto l’ottimo lavoro dell’assessore Totò Orlando, che in appena 11 mesi, anticipando i tempi previsti, ha trasformato quella che era una crack house in un centro sociale nuovo di zecca, un vero gioiello restituito allo Sperone.
Lo stesso assessore ha recuperato anche la struttura della Baia dei Corsari, oggi destinata alla disabilità. Su quell’immobile aveva già svolto un importante lavoro l’ex assessore Rosi Pennino, curandone l'intero iter tecnico e modificandone anche, su mia sollecitazione, la destinazione d’uso, perché una struttura inserita in un contesto residenziale non poteva essere trasformata in dormitorio.
Il centro di via Di Vittorio, inaugurato due anni fa e successivamente aperto grazie a PalermAbility 2030, era stato affidato direttamente per un anno per lo svolgimento di attività rivolte alle persone con disabilità, nelle more della pubblicazione di un bando.
Da un anno, però, quelle porte sono chiuse. E il bando non arriva.
Nel frattempo l'area esterna è ormai invasa dalle erbacce e temo che anche all'interno le condizioni non siano più quelle della consegna. Non è accettabile spendere denaro pubblico per riqualificare un bene e poi lasciarlo deteriorare nell'attesa infinita di una procedura amministrativa.
L'assessorato alle Attività Sociali deve dare una risposta immediata: o si pubblica il bando in tempi rapidissimi oppure il centro venga riaperto subito al territorio. Alle scuole, alle associazioni, agli anziani, alle famiglie e alla rete sociale della II Circoscrizione.
Una struttura pubblica chiusa non produce inclusione. Produce degrado, espone al rischio di vandalismi e occupazioni e sottrae al quartiere un presidio che gli appartiene.
Per questo, per senso di responsabilità istituzionale, sono disponibile anche domani mattina a prendere le chiavi della struttura e, insieme alla rete di comunità della II Circoscrizione, a riaprire quelle porte.
Non possiamo permettere che allo Sperone si torni indietro.
Scriverò pertanto al sindaco, chiedendogli di intervenire direttamente affinché ogni procedura venga accelerata e si trovi una soluzione immediata. Conosco la sua sensibilità verso i temi sociali e verso i territori più fragili della città e sono certo che comprenderà l'urgenza della situazione.
Via Di Vittorio non ha bisogno di un'altra porta chiusa. Ha bisogno di un luogo vivo, frequentato e aperto ogni giorno. Un presidio di comunità, inclusione e dignità. Il centro è stato recuperato con soldi pubblici per essere utilizzato: adesso va riaperto».

Lo dichiara Giuseppe Federico, presidente della seconda Circoscrizione del Comune di Palermo.

Ultimo aggiornamento: 21/08/2026


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