Descrizione
“Questa decisione, prosegue Miceli, è grave poiché non rispetta la volontà del Consiglio Comunale che si era espresso a favore della regolarizzazione, è una decisione che contrasta con il parere del Segretario Generale, è una decisione in aperta contraddizione con le norme di legge regionali e con lo stesso accordo con l’Unione Europea che ha finanziato il mercato coperto in quanto destinato ad avviare le procedure di regolarizzazione dei mercatari di Ballarò”.
Il processo di regolarizzazione – afferma Franco Miceli - attivato e definito dalla precedente della rigenerazione urbana che dovrebbe attuarsi nel mercato storico di Ballarò, nella consapevolezza che il mercato è luogo di commercio e produzione, ma è anche elemento identitario delle relazioni sociali e della cultura storica che quel tessuto urbano ha espresso da sempre.
“Che le norme regionali sulla regolarizzazione non siano applicabili perché in contrasto con la direttiva Bolkestein (2006/123/CE) appare più come un espediente da “azzeccagarbugli” che una valutazione basata su un effettivo approfondimento giuridico. Infatti, l’opera che prevede la realizzazione del mercato coperto in piazza Carmine, in uno con le procedure di regolarizzazione del mercato – aggiunge Miceli – è stata inserita e finanziata con il Programma operativo FESR Sicilia 2014/2020, approvato dalla Commissione europea con Decisione (2015) 5904 del 17 agosto 2015, e adottato dalla Giunta regionale con Deliberazione n. 267 del 10 novembre 2015, quindi, successivamente alla Bolkestein e alla normativa nazionale di recepimento. Per cui la decisione del finanziamento da parte dell’Europa contrasterebbe con le stesse Direttive europee, in buona sostanza l’Europa finanziando l’opera funzionale alla regolarizzazione contraddice se stessa”.
“Rimane il concreto dubbio, continua Miceli, che ove l’opera realizzata non rivesta le finalità per cui è stata finanziata, cioè la regolarizzazione dei mercatari, vi sia il rischio, anche questo molto concreto, che bisognerà restituire le somme finanziate. all’Europa. Ecco la ragione che ci porta a richiedere al Sindaco ed agli Assessori competenti, conclude Franco Miceli, una urgente verifica con la Regione siciliana e con le Autorità europee, per chiarire se la regolarizzazione dei “mercatari storici” sia ritenuta condizione indispensabile per il raggiungimento degli obiettivi del progetto, e quindi per beneficiare dei finanziamenti già spesi, poiché, se così fosse, si avvierebbe una procedura di restituzione all’Europa delle somme finanziate, con effetti immediati e nefasti sul Piano di Riequilibrio finanziario che il Comune deve inderogabilmente rispettare.