Descrizione
Rafforzare i controlli sugli scavi effettuati sul territorio comunale e garantire che strade e marciapiedi vengano ripristinati correttamente, evitando che i costi derivanti da lavori incompleti o non conformi finiscano per ricadere sulla collettività.
È questo l’obiettivo dell’Ordine del Giorno presentato dai consiglieri comunali Ottavio Zacco e Teresa Leto e approvato all'unanimità, che impegna il Sindaco e la Giunta ad adottare misure più stringenti in materia di manomissione e successivo ripristino del suolo pubblico.
«Non è più accettabile – dichiarano Zacco e Leto – che dopo l’esecuzione di lavori e scavi rimangano sull’asfalto avvallamenti, dislivelli o ripristini provvisori che, con il passare del tempo, si trasformano in ulteriori criticità per automobilisti e pedoni. Chi scava deve ripristinare a regola d’arte e deve essere responsabile del lavoro eseguito. Non possono essere i cittadini a pagare due volte: prima subendo il disagio e poi sostenendo, attraverso le risorse comunali, il costo necessario per rimediare a interventi eseguiti male».
L’atto chiede, tra l’altro, di rafforzare le verifiche al termine dei lavori e i sopralluoghi successivi, rendere più efficaci le procedure di contestazione dei ripristini non conformi, verificare l’adeguatezza delle garanzie poste a carico dei soggetti autorizzati e valutare un sistema informatizzato di monitoraggio degli scavi, attraverso il quale sia possibile conoscere soggetto autorizzato, area interessata, tempi previsti per il ripristino ed esito dei controlli.
Prevista anche la creazione di un canale facilmente accessibile ai cittadini per segnalare scavi, ripristini incompleti o deteriorati e situazioni di potenziale pericolo, nonché una rendicontazione periodica al Consiglio comunale sull’attività di controllo.
«Vogliamo introdurre un principio molto semplice – concludono Zacco e Leto –: uno scavo non può considerarsi concluso quando la ditta lascia il cantiere, ma soltanto quando il suolo pubblico è stato restituito alla città nelle condizioni previste dall’autorizzazione. Più controlli, responsabilità certe e meno costi per i palermitani».