Regione Siciliana

Di Gangi: “Hub educativi, un click day per un intervento sbagliato. Lagalla continua a non capire cosa serve ai quartieri”

Dettagli della notizia

Nel quinto anno di mandato, la Giunta Lagalla continua a non capire quale presenza educativa serva ai quartieri, alle giovani e ai giovani di Palermo

Data:

04 Novembre 2026

Tempo di lettura:

Descrizione

«Nel quinto anno di mandato, la Giunta Lagalla continua a non capire quale presenza educativa serva ai quartieri, alle giovani e ai giovani di Palermo. L'avviso sui quindici hub, celebrato dall'assessora Calabrò, fa dipendere la scelta dei progetti dalla velocità di una PEC e dà un peso decisivo al lavoro gratuito di volontari e volontarie. Sono precise scelte politiche sbagliate e di pessima qualità su un tema che richiede competenze professionali, continuità e conoscenza dei territori.

Per il finanziamento servono 60 punti: bastano 40 per l'esperienza, 5 per il numero dei partner e 15 per quattro volontari o volontarie. Non è richiesto un punteggio minimo specifico sulla qualità e sulla coerenza della proposta. Raggiunta la soglia, conta solo l'ordine di arrivo e un progetto da 100 punti può restare escluso perché presentato dopo uno da 60, anche quando questo ha preso zero punti per la qualità. Di fatto è un click day, che mortifica le organizzazioni e rischia di generare delle mostruosità burocratiche inutili per i ragazzi e le ragazze.

Il volontariato merita rispetto, ma la qualità di un servizio educativo non si misura contando chi lavorerà gratuitamente. Per altro, se viene meno la partecipazione volontaria dichiarata, l'avviso prevede tagli fino al 50% del rimborso trimestrale: la tenuta del servizio dipende così in buona parte dal lavoro non retribuito.

Nei quartieri servono servizi facili da raggiungere, capaci di costruire nel tempo relazioni di fiducia. Servono educatori ed educatrici che frequentino i luoghi dove ragazzi e ragazze si incontrano, ne ascoltino bisogni e desideri e costruiscano con loro le attività. Bisogna permettere nuovi ingressi, accogliere chi partecipa in modo discontinuo e mantenere il contatto dopo un'assenza, perché è proprio con chi fatica ad avvicinarsi ai servizi che servono serve più tempo e attenzione.

L'avviso prevede invece gruppi limitati a trenta iscrizioni, orari rigidi e rimborsi legati alle presenze. I ragazzi e le ragazze non sono numeri da contabilizzare.

Definire l'intervento una sperimentazione non esonera dallo spiegare le scelte politiche che lo hanno determinato.

L'avviso richiama dati statistici e una programmazione condivisa già svolta. Non è però chiaro quali siano questi dati e questo percorso, che vanno resi pubblici, per spiegare la collocazione e distribuzione degli hub. Quel confronto deve orientare il servizio prima che parta.

Si annunciano quasi un milione e mezzo di euro per un massimo di 450 posti in tutta Palermo. Ma fra lo stanziamento e il costo massimo dei quindici hub restano oltre 260 mila euro, sufficienti per altri tre centri. Anche questo va spiegato.

Da anni chiediamo servizi territoriali stabili e abbiamo votato all'unanimità in Consiglio una mozione su educativa di strada, centri educativi e sostegno alle famiglie. Lagalla aveva indicazioni precise, ma ha deliberatamente scelto di ignorarle offendendo il Consiglio comunale e le tante organizzazioni che lavorano sul territorio.

Ora può fermarsi e riscrivere l'avviso insieme a chi ha competenze per farlo, prima della ennesima valanga di ricorsi che inevitabilmente bloccheranno tutto».

Lo dichiara la consigliera comunale del Partito Democratico, Mariangela Di Gangi.

Ultimo aggiornamento: 04/11/2026


Quanto sono chiare le informazioni su questa pagina?

Grazie, il tuo parere ci aiuterà a migliorare il servizio!

Quali sono stati gli aspetti che hai preferito? 1/2

Dove hai incontrato le maggiori difficoltà?1/2

Vuoi aggiungere altri dettagli? 2/2

Inserire massimo 200 caratteri