Consegna beni confiscati. Lagalla: «Uno dei segnali più concreti dell’impegno delle istituzioni nella promozione della legalità e della giustizia sociale»

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Da oggi Palermo si arricchisce di due nuovi presidi dedicati all’inclusione sociale, al sostegno delle fragilità e alla promozione della legalità: il progetto “Demetra”

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28 Maggio 2026

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Da oggi Palermo si arricchisce di due nuovi presidi dedicati all’inclusione sociale, al sostegno delle fragilità e alla promozione della legalità: il progetto “Demetra”, nuovo centro di ascolto per le donne vittime di abusi, violenza e tratta, e “In Natura, Circolo sociale”, che erogherà servizi e attività per ragazzi, persone con disabilità e donne vittime di violenza.

Entrambi confiscati alla mafia e restituiti alla collettività attraverso un percorso di ristrutturazione, portato avanti dall’Assessorato comunale alle Opere pubbliche, di rigenerazione urbana e sociale, sono stati inaugurati questa mattina i due beni di via Simone Gulì, all’Acquasanta, e a Ciaculli, alla presenza del sindaco di Palermo Roberto Lagalla e degli assessori alle Opere pubbliche Salvatore Orlando, ai Beni confiscati Brigida Alaimo e alle Attività Sociali Mimma Calabrò. Presenti anche il Commissario straordinario per il recupero e la rifunzionalizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, il prefetto Paola Spena, e il dirigente generale della struttura commissariale Fabrizio Dall’Acqua.

«La restituzione alla collettività di beni confiscati alla mafia – afferma il sindaco Roberto Lagalla - rappresenta uno dei segnali più concreti dell’impegno delle istituzioni nella promozione della legalità e della giustizia sociale. Oggi consegniamo alla città due strutture che diventeranno luoghi di ascolto, inclusione e sostegno per le persone più fragili. Ringrazio la Struttura commissariale, guidata dal prefetto Paola Spena, per la costante collaborazione e per la presenza qualificata che continua a garantire sul territorio di Palermo in un percorso condiviso di recupero e valorizzazione dei beni confiscati».

«Questi interventi – dichiara l’assessore alle Opere pubbliche Salvatore Orlando - testimoniano il grande lavoro portato avanti dall’amministrazione comunale e, in particolare, dagli uffici dell’Assessorato alle Opere pubbliche, che desidero ringraziare per l’impegno e la professionalità dimostrati. Restituire decoro, funzionalità e nuova vita a immobili sottratti alla criminalità organizzata significa trasformarli in spazi utili alla comunità e capaci di offrire servizi concreti alle persone».

«Il riutilizzo sociale dei beni confiscati – afferma l’assessore ai Beni confiscati Brigida Alaimo - è uno strumento fondamentale per affermare la cultura della legalità e costruire opportunità di inclusione e riscatto sociale. Trasformare luoghi appartenuti alla criminalità in presìdi dedicati all’assistenza, all’educazione e al sostegno delle fragilità significa restituire valore e speranza ai territori e alle comunità».

Per l'assessora alle Attività sociali Mimma Calabrò «Oggi Palermo ha scritto una significativa pagina della sua storia civica, grazie a una virtuosa sinergia tra istituzioni pubbliche e privato sociale. La collaborazione tra gli assessorati comunali alle Opere Pubbliche, alla Legalità e alle Politiche Sociali ha consentito di restituire alla collettività un bene sottratto al malaffare e all’illegalità, trasformandolo in uno spazio di opportunità e inclusione. All’interno di questo luogo prenderanno vita non solo un'attività commerciale, ma anche nuove occasioni di lavoro e percorsi di inserimento occupazionale rivolti a persone in condizioni di fragilità. Contestualmente, il territorio si arricchisce di un importante sportello di ascolto per la prevenzione della violenza di genere e di un centro antiviolenza, servizi fondamentali che rappresentano un valore aggiunto per il quartiere e per l’intera cittadinanza. Esperienze di questo tipo costituiscono un modello virtuoso che merita di essere sostenuto e replicato».

Le iniziative sono state finanziate nell’ambito degli Investimenti Stato INV6C1.1 – Innovation Hub ex PNRR M5C3I2, con risorse assegnate tramite Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze DM 47696 del 25 giugno 2024.

L’immobile di via Simone Gulì, nel dettaglio, è stato assegnato per la gestione al Consorzio Network dei Talenti, società cooperativa sociale. La struttura offrirà servizi di accoglienza, protezione, supporto psicologico, formazione e reinserimento sociale rivolti a donne vittime di violenza e tratta. Una parte dell’edificio, inoltre, dotata di ingresso indipendente, sarà destinata a un hub educativo e ricreativo multietnico, orientato ai percorsi di integrazione sociale e alla promozione del benessere alimentare, con particolare attenzione al contrasto dei disturbi e delle patologie alimentari attraverso la produzione di alimenti sani e salubri da asporto, con possibilità di vendita al dettaglio. L’importo complessivo dell’intervento ammonta a 884.022,83 euro.

Il centro di Ciaculli, con il progetto “In Natura Circolo Sociale”, è stato invece ristrutturato per un importo complessivo di 384.104,79 euro ed è dedicato all’erogazione di servizi socioeducativi e attività inclusive rivolte a minori tra i 6 e i 14 anni, persone con disabilità e donne vittime di violenza. Il progetto prevede la realizzazione di un centro polifunzionale destinato ad attività sociali, terapeutiche e formative, rivolte in particolare a donne vittime di violenza, persone con fragilità sociali e soggetti coinvolti in percorsi di reinserimento. L’intervento comprende opere di recupero edilizio e di adeguamento funzionale dell’immobile, oltre alla creazione di spazi dedicati a laboratori e attività ricreative. Tra le attività previste, infatti, figurano sportelli sociali e punti di ascolto, laboratori terapeutici e ricreativi, percorsi di ortoterapia e iniziative di inclusione sociale, finalizzati allo sviluppo di competenze specifiche nel settore agricolo e al rafforzamento delle capacità relazionali e trasversali dei destinatari.

Ultimo aggiornamento: 28/05/2026


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