Descrizione
"L’archiviazione della Procura regionale della Corte dei conti non equivale a una certificazione di regolarità amministrativa. Il decreto del 21 ottobre 2026 lascia aperte questioni politiche e amministrative che il sindaco Lagalla non può ignorare.
La stessa Procura, pur ritenendo che non vi siano presupposti sufficienti per proseguire utilmente con l’azione contabile, mantiene rilievi critici sulle condotte esaminate e sull’impiego dei fondi statali destinati alla sicurezza urbana.
C’è poi un dato che pesa sulle casse comunali: 264.610,04 euro restituiti allo Stato con risorse del bilancio di Palermo, con un pregiudizio economico che, secondo la Procura, non sarebbe stato realmente eliminato, ma trasferito sulle finanze comunali. Il decreto richiama inoltre la necessità di recuperare le somme dal personale interessato.
Come consiglieri comunali di opposizione chiediamo al sindaco di riferire in Aula sulle responsabilità amministrative, sulle procedure adottate e sulle modalità con cui si intende gestire il recupero delle somme.
Non consentiremo che una vicenda dai risvolti così rilevanti venga archiviata anche sul piano politico. Né che a pagare siano proprio gli agenti della Polizia Municipale, che hanno garantito servizi sul territorio, mentre restano da chiarire le scelte di chi ha governato e gestito l’intera operazione.
I cittadini hanno diritto a sapere come sono state gestite le risorse pubbliche e perché il bilancio comunale sia stato chiamato a sostenerne il costo. La trasparenza e l’assunzione di responsabilità sono un dovere verso Palermo e i suoi cittadini."
Lo dichiarano i consiglieri e le consigliere comunali del Partito Democratico, Arcoleo, Di Gangi, Piccione e Teresi; del Movimento 5 Stelle, Randazzo, Amella e Giuseppe Miceli; di AVS, Giambrone e Mangano; di Oso – Controcorrente, Argiroffi e Forello; di Progetto Civico Italia, Carmelo Miceli; del Gruppo Misto, Giaconia e Franco Miceli.