Descrizione
I consiglieri comunali di Controcorrente, Giulia Argiroffi e Ugo Forello, esprimono «forte preoccupazione e pieno sostegno ai titolari di locali, pub e attività della movida cittadina, oggi in agitazione dopo quanto emerso nel corso della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Massimo Mariani, che avrebbe affrontato il tema di una possibile stretta sugli orari di apertura dei locali come misura di contrasto alla cosiddetta “malamovida”.
Riteniamo profondamente sbagliato — dichiarano Argiroffi e Forello — scaricare ancora una volta sui commercianti, sugli imprenditori e sui lavoratori del settore della ristorazione e dell’intrattenimento il peso dell’incapacità di gestire il fenomeno della malamovida. Anticipare gli orari di chiusura dei locali significa colpire attività che operano legalmente, pagano le tasse, garantiscono occupazione e contribuiscono alla vitalità economica e sociale della città.
Non si combattono degrado, violenza o abuso di alcol con provvedimenti improvvisati e punitivi. La malamovida si contrasta con presidi seri, continui e coordinati delle forze dell’ordine, con controlli costanti nelle aree più sensibili, con una presenza concreta dello Stato nelle ore serali e notturne e con un dialogo reale con gli operatori del settore.
Le frequenti risse che si registrano nelle aree della movida — aggiungono Argiroffi e Forello — spaventano gestori, avventori e residenti, privandoli della necessaria tranquillità per trascorrere una serata in sicurezza. Tutelare questi soggetti è essenziale ed è compito delle istituzioni garantire condizioni adeguate di sicurezza e vivibilità urbana.
È inaccettabile — proseguono i consiglieri di Controcorrente — che si continui a scegliere la strada più semplice e propagandistica, penalizzando chi lavora onestamente invece di affrontare il problema con strumenti adeguati e con una pianificazione seria della sicurezza urbana.
Argiroffi e Forello annunciano, inoltre, che porteranno la questione nelle sedi istituzionali competenti «per difendere i diritti degli esercenti e impedire misure che rischiano di desertificare ulteriormente il tessuto economico e sociale della città, senza risolvere realmente il problema della sicurezza».